Giappone, le piogge uccidono: 112 morti, 6 milioni di sfollati. Fabbriche chiuse

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 luglio 2018 9:02 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2018 12:18
Giappone: 100 morti per le piogge (foto Ansa)

Giappone: 100 morti per le piogge (foto Ansa)

TOKYO – Almeno 112 morti. E 6 milioni di sfollati. Questo il bollettino drammatico delle alluvioni iniziate giovedì [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] in Giappone.

Le regioni più colpite sono quelle del Kansai e del Kyushu, nel Giappone centro occidentale, dove le aziende del settore automobilistico hanno deciso di sospendere le produzione.

Le piogge di questi giorni hanno sommerso interi villaggi, costringendo gli abitanti in molti casi a cercare rifugio sui tetti delle abitazioni. Il numero più alto di vittime si registra nella provincia di Hiroshima.  Al lavoro almeno 54.000 persone tra soldati, poliziotti, pompieri, con l’ausilio di 41 elicotteri. Le autorità giapponesi hanno anche ordinato l’evacuazione di circa 6 milioni di persone nelle regioni sud-occidentali del Paese.

I dirigenti della Daihatsu hanno deciso lo stop nelle catene di assemblaggio dei veicoli in quattro prefetture – incluse quelle di Kyoto e Osaka – a causa delle difficoltà nel reperire i pezzi di ricambio. Decisione analoga presa dalla Mazda, almeno fino a martedì, negli stabilimenti delle prefetture di Hiroshima e Yamaguchi. Le problematicità riguardano anche gli spostamenti dei dipendenti delle aziende sopracitate, impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro a causa delle numerose interruzioni sulle principali arterie stradali e ferroviarie.

“E’ una battaglia con il tempo” ha detto ai giornalisti il primo ministro, Shinzo Abe, sottolineando che “le squadre di soccorso stanno facendo il massimo”. L’Agenzia meteorologica del Giappone ha dichiarato che in una zona della prefettura di Kochi la pioggia ha raggiunto i 26,3 centimetri (10,4 pollici), il livello più alto da quando sono iniziate tali registrazioni nel 1976.

Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev