India riapre il Taj Mahal nonostante il coronavirus. Ma ammessi solo 5mila visitatori

di Caterina Galloni
Pubblicato il 26 Settembre 2020 20:00 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2020 13:08
India riapre il Taj Mahal nonostante il coronavirus. Ma ammessi solo 5mila visitatori

India riapre il Taj Mahal nonostante il coronavirus. Ma ammessi solo 5mila visitatori (Ansa)

In India il Taj Mahal ha riaperto nonostante i moltissimi casi di coronavirus. Accolti però solo 5mila turisti al giorno, contro i 70mila abituali

Dopo sei mesi di chiusura a causa della pandemia, in India ha riaperto il Taj Mahal. La capacità di accoglienza, però, è stata ridotta da 70mila a soli 5mila visitatori al giorno.

Tra le misure di prevenzione c’è il divieto di foto di gruppo, l’obbligo di registrazione della temperatura all’ingresso, l’acquisto di biglietti online. Nel primo giorno di apertura ne sono stati acquistati circa 300.

Sono state introdotte delle regole speciali, incluso il divieto di toccare le pareti di marmo bianco del mausoleo. I visitatori possono togliere le mascherine per una foto ma il personale di sicurezza ricorda loro di indossarle una volta scattata.
 
La famosa panchina dove le persone di solito si siedono per fare una foto ricordo è stata laminata in plastica, così da sanificarla tra uno scatto e l’altro.

“Abbiamo messo in atto tutte le misure di sicurezza”, ha detto Vasant Swarnkar del Servizio Archeologico dell’India (ASI), che sovrintende al sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO ad Agra, a sud di Nuova Delhi. “Vogliamo far passare il messaggio che seguendo le regole ci si mette al riparo dal contagio”.

L’origine del Taj Mahal

Il mausoleo situato ad Agra fu costruito nel 1632 dall’imperatore moghul Shāh Jahān in memoria dell’amatissima moglie preferita Arjumand Banu Begum, meglio conosciuta come Mumtāz Maḥal.

Il coronavirus in India

L’India registrato quasi 5 milioni e mezzo di casi, seconda solo agli Stati Uniti che potrebbe presto superare per numero di contagi.

Ma con 1,3 miliardi di abitanti, il bilancio dell’India è ancora basso rispetto a paesi come Stati Uniti, Brasile e Gran Bretagna.

Di fronte alla più profonda contrazione economica degli ultimi decenni, il governo del Primo Ministro Narendra Modi è riluttante ad attuare un secondo lockdown. Sta spingendo in modo che possano riprendere posti di lavoro e imprese.

Turismo in crisi

Nel 2018 il turismo ha contribuito per circa 240 miliardi di dollari, o il 9,2% del prodotto interno lordo indiano, nel settore lavoravano 42 milioni di persone, come mostrano i dati del World Travel and Tourism Council.

Tuttavia, è improbabile che i turisti stranieri tornino prima di aprile ha affermato Manu PV, segretario dell’Associazione delle organizzazioni del turismo in India, un mese che tradizionalmente segna la fine della stagione turistica.

E un sistema confuso di lockdown regionali e regole sulla quarantena scoraggiano i turisti locali. “La gente non vuole andare in vacanza”, ha detto Manu. “Sono tutti molto preoccupati, hanno paura” (Fonte: Daily Mail)