Ior, Gotti Tedeschi: “La guerra iniziò quando chiesi i conti dei politici”

Pubblicato il 9 giugno 2012 10:29 | Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2012 16:08

ROMA – Secondo Ettore Gotti Tedeschi tutto è cominciato “quando ho chiesto di avere notizie sui conti che non erano intestati ai prelati”. Lo scrive in un memoriale consegnato alla segretaria con la richiesta di consegnarlo a tre persone “nel caso fosse successo qualcosa”. Poi quel qualcosa è successo: è stato sfiduciato dal consiglio dello Ior. La polizia ha perquisito casa e uffici, per la vicenda Finmeccanica, e ha trovato il memoriale, ora nelle mani dei pm di Roma.

Dentro, le memorie scomode dell’ex presidente dello Ior. Secondo il Corriere della Sera i conti su cui Gotti Tedeschi voleva avere notizie erano “depositi riconducibili a politici, faccendieri, costruttori, alti funzionari dello Stato. Ma anche a personaggi ritenuti prestanome dei boss della criminalità, come emerge da un’inchiesta avviata dalla procura di Trapani secondo cui all’Istituto per le Opere religiose potrebbero essere arrivati addirittura parte dei soldi del latitante Matteo Messina Denaro”.

Scrive Fiorenza Sarzanini: “Nel dossier il banchiere sottolinea le forti resistenze incontrate e poi indica due persone che sarebbero in cima alla lista dei suoi nemici: il direttore generale dello Ior Paolo Cipriani e il giovane manager Marco Simeon, direttore di Rai Vaticano e responsabile delle relazioni istituzionali e internazionali di viale Mazzini, ritenuto uomo di fiducia del cardinale Tarcisio Bertone. E sono in molti a leggere nella nota ufficiale della Santa Sede che evidenzia «le prerogative sovrane riconosciute alla Santa Sede dall’ordinamento internazionale siano adeguatamente vagliate e rispettate» un avvertimento allo stesso Gotti. Una sorta di invito a non svelare, nella sua collaborazione con gli inquirenti, nulla che riguardi quanto accaduto all’interno delle mura leonine. Ma anche un altolà ai magistrati perché non sia utilizzato alcun documento ufficiale del Vaticano”.

Fabio Palazzo, legale di Ettore Gotti Tedeschi, ha dichiarato successivamente all’articolo di Repubblica: “Ettore Gotti Tedeschi non si occupava di conti Ior, non era a conoscenza di conti specifici ne’ di nomi a cui i conti erano intestati. Ne’ aveva elenchi di conti Ior o di intestatari – ed aggiunge -. Ettore Gotti Tedeschi non e’ a conoscenza dei conti Ior e dei suoi intestatari e come tale non e’ informato neppure di eventuali personaggi politici intestatari di conti allo Ior”. L’avvocato non esclude che nel suo memoriale l’ex presidente dello Ior parli di incontri avuti con politici, ma esclude che avesse elementi per associare i conti Ior a eventuali politici intestatari.

Quanto a possibili timori per la propria incolumita’ che hanno spinto Gotti Tedeschi a stendere un appunto supportato da documenti da destinare a persone di sua fiducia, qualora le circostanze a suo giudizio lo rendessero necessario, ”non mi risulta – aggiunge il legale – che il mio assistito abbia ricevuto minacce specifiche, nel qual caso le avrebbe denunciate, ne’ mi risulta che abbia delle scorte. Questo non vuol dire che in determinate circostanze e sotto la pressione di determinati eventi e suggestioni, possa seriamente aver nutrito dei timori”.