Iran, vietato lo stadio alle donne: morta la tifosa che si è data fuoco per protesta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2019 10:36 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2019 10:36
Iran tifosa calcio morta

Iran vieta l’ingresso agli stadi di calcio alle donne (Foto archivio ANSA)

TEHERAN – L’Iran ha vietato alle donne l’ingresso negli stadi e per protesta una tifosa di calcio si è data fuoco. Sahar Khodayari, 29 anni, è morta il 10 settembre all’ospedale di Teheran, dopo che si era data alle fiamme per protestare contro l’ennesimo sopruso alle donne.

La Khodayari lo scorso 12 marzo era stata fermata allo stadio Azadi di Teheran dopo che si era travestita da uomo per tentare di entrare e assistere alla partita della squadra per cui tifava, l’Estghlal, allenata ora tra forti contrasti dal tecnico italiano Andrea Stramaccioni.

La giovane tifosa si era scattata anche un selfie nello stadio e questo e le era costato l’arresto e la detenzione per alcuni giorni nel carcere femminile di Gharchak Varamin, ritenuto tra i peggiori in termini di condizioni di vita. Quando a inizio settembre era stata convocata da un procuratore di Teheran per il sequestro del suo telefono cellulare, aveva appreso che le era stata comminata una condanna a sei mesi per oltraggio al pudore. A quel punto si era data fuoco, procurandosi ustioni di terzo grado nel 90% del corpo.

Il caso ha riacceso le polemiche sul divieto per le donne iraniane di assistere alle partite maschili negli stadi di calcio, occasionalmente allentato nei mesi scorsi su pressioni della Fifa ma tuttora in vigore. In sostegno di Khodayari si è espressa nei giorni scorsi anche la deputata Parvaneh Salahshouri, lanciando appelli alla sensibilizzazione contro le discriminazioni subite dalle donne nella Repubblica islamica. (Fonte ANSA)