Libia, Isis prende Sabrata: città romana farà fine Palmira?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2015 - 11:45 OLTRE 6 MESI FA
Isis prende Sabrata: antica città romana farà fine Palmira?

Isis prende Sabrata: antica città romana farà fine Palmira?

SIRTE – L’avanzata dei jihadisti dell’Isis continua in Libia e ora il Califfato ha preso Sabrata, città a 430 chilometri da Sirte e uno dei gioielli archeologici del periodo romano. Il timore, ora che il Califfato ha preso la città, è che i reperti archeologici patrimonio dell’Unesco possano essere distrutti come accaduto per il sito archeologico di Palmira.

La Stampa scrive che i miliziani Isis non si erano mai spinti così a ovest in Libia:

“Dalla loro roccaforte di Sirte le forze del Califfato si sono spinte ad est verso Agedabia ma il vero colpo l’hanno messo a segno ieri conquistando il sito archeologico e la città di Sabrata a soli 70 km ad ovest di Tripoli, e a 30 dal confine con la Tunisia. A bordo di 30 pick-up armati di mitragliatrici pesanti e lancia granate Rpg i jihadisti hanno fatto irruzione nella città costiera dopo che tre dei loro uomini erano stati catturati mercoledì da una milizia rivale.”.

L’antica città romana è stata riportata alla luce dagli archeologi italiani diretti d Renato Bartoccini nel 1920 e solo nel 1982 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Ora il timore che la città possa subire lo stesso triste destino di Palmira è alto:

“C’è il terrore che possa fare la fine di Palmira in Siria, che gli uomini di Abu Bakr al Baghdadi hanno in parte distrutto. Prima l’hanno conquistata a metà maggio, masssacrando una trentina di soldati di Bashar Assad per poi uccidere l’anziano archeologo 82enne, Khlaed Asaaad, che ne era il custode. Poi da fine agosto hanno iniziato una sistematica opera di distruzione facendo saltare in aria i templi e le vestigia più preziose.

Sabrata fu fondata dai Fenici di Tiro nel V secolo a.C. e poi conquistata dai romani. Il monumento più noto è il teatro romano, praticamente intatto, realizzato tra il II ed il III secolo, con lo spettacolare muro di scena che ha ben tre piani di colonne di marmo sovrapposte”.