Kiev: la Russia tira alle case, alla gente. Se bombardare una città è un’opinione

di Lucio Fero
Pubblicato il 15 Marzo 2022 - 09:07 OLTRE 6 MESI FA
Kiev: la Russia tira alle case, alla gente. Se bombardare una città è un'opinione

Kiev: la Russia tira alle case, alla gente. Se bombardare una città è un’opinione FOTO ANSA

Missili russi su Kiev, massaggio russo alla città, alla sua gente. Non sono missili che cadono per caso o sbaglio sui palazzi dove la gente abita. Sono invece missili che ai palazzi dove la gente abita direttamente mirano. Nella notte è cominciato il bombardamento che deve “convincere” gli ucraini ad arrendersi, convinzione che deve viaggiare con un bel po’ di esempi, esempi di gente macellata dalle esplosioni.

Un assedio con la città bombardata ricorda Varsavia assediata e letteralmente smontata dai nazisti nel 1939, oppure Leningrado assediata e cannoneggiata per anni dai nazisti, Berlino presa e stritolata dall’Armata rossa, poi… Poi ben poco di assimilabile a quel che viene fatto a Kiev: nella prima e seconda guerra mondiale Londra conobbe la tortura dei bombardamenti, ma non l’assedio, Parigi fu presa dai tedeschi ma non bombardata sistematicamente. Una somiglianza a cercarla c’é: quel che fecero i giapponesi a Nanchino.

Massaggio russo

Putin ha avuto la sfrontatezza di dichiarare quello russo e quello ucraino “lo stesso popolo”, per convincere gli ucraini di questa fratellanza agli ucraini bombarda le città, le case. Si tratta di una scelta militare, politica e in fondo anche culturale. Bombardare le città e le case perché entrare con le truppe nelle città, fino a che gli ucraini resistono e sparano, costa uomini, mezzi, sangue russo. E alla lunga potrebbe costare consenso rimandare soldati russi a casa nelle bare. Scelta culturale anche e soprattutto: scelta di guerra totale dove anche i civili e le case sono bersaglio, anzi utilissimo bersaglio.

I siriani e i ceceni

I russi hanno annunciato 16 mila combattenti venuti dal Medio Oriente ad ammazzare ucraini, Mosca li chiama volontari. Volontariamente si sono fatti arruolare (soprattutto in Siria), in cambio di una paga. Mosca li recluta e li paga perché, se del caso, muoiano al posto dei soldati russi o comunque diminuiscano le perdite del corpo di spedizione, le bare da mandare alle mamme russe. In Ucraina a far fuori ucraini ci sono anche ceceni.

L’informazione, un po’ inconsapevole e un po’ ignorante, chiama Kadyrov il “leader” ceceno pro Putin. Tal “leader” è, a suo dire, nei pressi di Kiev per “finire” Zalensky e i suoi. Più che di ledera Kadyrov ha curriculum di “boia” e comunque questa è la missione che si autoassegna. Cosa si potrebbe dire se a Mosca venisse segnalato un “leader” ucraino con l’incarico di far fuori Putin? Kadyrov pubblico sicario e missili sulle case di Kiev…

Attenti alle parole

Questi son giorni colmi di parole, spesso le medesime parole usate per diversissime cose. Categorie economiche, catene di produzione  distribuzione, pescatori, autotrasportatori, esercenti e anche e soprattutto cittadini al distributore di carburanti che ripetono “i prezzi ci stanno massacrando”. Sarebbe il caso di cambiare verbo, di misurare le parole, di migliorare il linguaggio pubblico. I danni economici del caro prezzi sono ampi e tosti (e peggioreranno) ma la reazione degli altissimi e recitati lai è tanto automatica quanto fuori fuoco. Il dichiararsi tutti e sempre “in ginocchio” non aiuta a capire (e ad agire di conseguenza) che niente e nessuno può tornare come prima e niente e nessuno può risarcire o esentare dagli eventi storici. Arriveranno limature delle accise e rateizzazione di bollette luce e gas di cui lo Stato in parte si farà carico, ma un po’ di compostezza nel lamento sarebbe consona alla realtà.

Le parole sgraziate

Guerra, giorno 20. Ci si va abituando, ci si prende confidenza, ci si fa disinvolti nell’aprire bocca e nel lavorar di tastiera. Sempre più un pullulare e un fermentare di altra opinione, di opinioni. Opinione che è tutta colpa della Nato, dell’Occidente, degli Usa…Opinione che gli ucraini se muoiono è un po’ perché se la cercano, se si arrendessero…Opinione che quando un esercito invade in armi un paese (il tuo?) la risposta deve essere quella di non impugnare armi, non difendersi con le armi…Opinione che tra chi bombarda una città, le case, la gente e la gente, le case  la città bombardate si debba e si possa essere neutrali. Come se massaggiare un popolo coi missili, come se spedirli sulle case e sulla gent fosse un’opinione…