Marò, caso passa a tribunale speciale New Delhi. “Kerala non ha giurisdizione”

Pubblicato il 18 Gennaio 2013 9:00 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2013 9:52
Marò, caso passa a tribunale speciale New Delhi. "Kerala non ha giurisdizione"

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (Foto Lapresse)

NEW DELHI –Il caso dei marò passa a New Delhi. Lo ha stabilito la Corte Suprema indiana che, dopo aver precisato che il Kerala non aveva giurisdizione sul caso, ha ordinato la creazione di un tribunale ad hoc in collaborazione col governo centrale. Salvatore Girone e Massimiliano Latorre saranno trasferiti venerdì pomeriggio.

Una volta giunti a New Delhi, i marò avranno libertà di movimento in tutta l’India. E’ quanto è emerso durante il dialogo fra i giudici e gli avvocati della difesa.

Lo stato indiano del Kerala “non aveva giurisdizione per intervenire nell’incidente che ha coinvolto i due marò, perché lo stesso era avvenuto fuori dalle acque territoriali indiane”. La Corte ha precisato però che i due militari “non godevano di immunità sovrana” nella loro funzione di sicurezza sulla petroliera Enrica Lexie. Ergo no anche al processo in Italia.

La vicenda risale allo scorso 15 febbraio, quando i due fucilieri aprirono il fuoco contro un’imbarcazione che si stava avvicinando alla loro nave. Secondo l’accusa in quell’episodio furono uccisi due pescatori indiani, una circostanza inizialmente respinta dal collegio di difesa dei marò, ma indirettamente avvalorata dall’indennizzo pagato dal governo italiano alle famiglie delle due vittime.

Una lunga odissea cominciata cominciata quasi un anno fa. Dopo l’arresto i marò sono stati prima trattenuti nella guest house della polizia di Kollam a Kochi, poi trasferiti per qualche tempo nel carcere di Trivandrum. Dopo il 25 maggio, hanno soggiornato per qualche tempo alla Borstal School di Kochi e infine hanno ottenuto la libertà su cauzione e la residenza a Fort Kochi.

In attesa della decisione sul ricorso italiano presentato in Corte Suprema, Latorre e Girone sono stati costretti a restare entro un raggio di appena 10 km dal commissariato dove ogni mattina si recavano a firmare il libro delle presenze. Ogni 15 giorni poi si sono recati a Kollam dove nel frattempo è stato istruito contro di loro un processo di primo grado per l’omicidio dei due pescatori. Un processo mai iniziato proprio in attesa della decisione della Corte Suprema sulla giurisdizione.