Marò, sabato il processo al tribunale di Kollam

Pubblicato il 31 Maggio 2012 16:10 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2012 21:09

NEW DELHI, 31 MAG – Il Tribunale di Kollam, dove si terrà il processo a carico dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ha fissato una prima udienza preliminare per sabato prossimo. Lo ha appreso l’Ansa da fonti giudiziarie.

La notizia dell’inizio del processo e’ stata confermata anche da una fonte italiana a Kochi secondo cui essa ”avra’ una valenza tecnica” sostanzialmente per ”la presentazione degli imputati”. In quella sede, hanno peraltro detto fonti giornalistiche, i legali dei maro’ potranno presentare anche tutte le garanzie per ottenere la liberta’ dietro cauzione. Se questo venisse confermato, vorrebbe dire che i maro’ dovranno attendere fino a sabato per riacquistare la liberta’. La richiesta di avviare il processo in tempi rapidi era stata formulata dal giudice dell’Alta Corte di Kochi nell’ordinanza in cui autorizzava il ‘bail’, appunto la liberta’ dietro cauzione e molteplici garanzie.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono due ”assassini” che devono essere processati per omicidio secondo le leggi indiane. Lo ha dichiarato oggi il ‘chief minister’ del Kerala, Oommen Chandy. In una intervista al quotidiano Hindustan Times lo stesso Chandy ha respinto le accuse che la sua posizione inflessibile stia creando problemi alle relazioni fra Italia e India.  Riguardo alla vicenda Chandy ha sostenuto che ”dobbiamo trattarla in sintonia con la legge della nostra terra. Due innocenti pescatori sono stati uccisi senza alcuna provocazione. Gli accusati dovranno rispondere alla imputazione di omicidio. Nessun paese al mondo farebbe farla franca a due assassini”.

Riguardo poi ai problemi che potrebbe aver causato la sua rigida posizione, il ‘chief minister’ sostiene che ”questo non e’ vero. I responsabili italiani non si sono lamentati di questo. Perfino i due maro’ arrestati sono soddisfatti per il modo come li abbiamo trattati”.    Il 9 marzo scorso, ricevendo un gruppo di inviati italiani, Chandy aveva definito il caso come ”uno sfortunato incidente” che ”non deve pero’ danneggiare le relazioni fra Italia e India”.    Secondo gli analisti l’indurimento della sua posizione e’ stato determinato da difficili appuntamenti elettorali e dalle forti critiche rivoltegli dall’opposizione e dalle organizzazioni dei pescatori che in Kerala sono molto potenti.