Martin Pistorius, 12 anni di stato vegetativo. Risveglio: Vedevo e sentivo tutto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Gennaio 2015 9:33 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2015 9:33
Martin Pistorius, 12 anni di stato vegetativo. Risveglio: Vedevo e sentivo tutto

Martin Pistorius nel giorno delle nozze

ROMA – Dodici anni di buio. In cui Martin Pistorius, 39 anni, sudafricano, era inerte sul letto. In coma, incapace di comunicare con il mondo esterno, senza che i medici sapessero il perché.

Dodici anni che visti da fuori sembravano tutti uguali. Ma non è stato esattamente così. Martin, infatti, dopo qualche anno ha iniziato lentamente a svegliarsi. Da fuori non si vedeva ma lui era in grado di sentire tutto quello che medici e parenti dicevano. Compreso quello che ora ricorda come il momento più doloroso, quello in cui la mamma le ha detto: “Spero tu possa morire”.

Lui quella frase l’ha sentita. Ma ora appartiene al passato. Un passato raccontato in un libro toccante: “Ghost boy”, il ragazzo fantasma. La storia di Martin inizia quando a 12 anni si ammala improvvisamente. Comincia con un banale mal di gola che non passa. Anzi. Il suo stato peggiora e Martin finisce progressivamente a letto, come in coma. Forse una meningite da streptococco ma i medici non sono concordi.

Racconta il Corriere della Sera:

Poi il suo stato peggiora progressivamente: il suo corpo si debilita, non riesce più a camminare, perde la capacità di parlare. Ai genitori i dottori non danno grandi speranze: Martin non c’è praticamente più, è paralizzato. «Resterà per sempre col cervello di un bambino di tre anni, prendetevi cura di lui finché non morirà». 

Ma Martin non muore. Joan e Rodney si prendono cura del figlio 24 ore su 24, come mai avevano fatto neanche nei primi mesi di vita. Ogni mattina lo portano in un centro per la riabilitazione, alla sera lo vengono a prendere e lo portano a casa. Il papà Rodney: «Gli davamo da mangiare, lo mettevamo a letto e io mettevo la sveglia ogni due ore per girarlo dall’altro lato in modo che non subisse piaghe da decubito».

Dopo alcuni anni Pistorius inizia lentamente a svegliarsi. Diventa cosciente di quello che gli viene fatto e di quello che gli viene detto ma non riesce a comunicare. E’ prigioniero del suo corpo ma non esattamente in coma. Dopo un po’, infatti, riesce a comunicare con i movimenti delle palpebre.

Da quel momento in poi è tutto un progresso. Ancora il Corriere.

Reagisce ai test. Con i suoi occhi riesce a “vedere” e seguire gli oggetti. Diventa più forte, può sedersi nella carrozzina. Pian piano inizia anche a comunicare, con l’aiuto di un programma e del sostegno amorevole e ininterrotto della madre. La sua vita è di nuovo a una svolta: trova persino un impiego al comune. Però Martin vuole di più. Si iscrive al college, studia informatica. Oggi vive a Harlow, Inghilterra, e ha un’azienda tutta sua di web design. E ha trovato l’amore. Lei si chiama Joanna, un’assistente sociale. I due si sono sposati nel 2009. Del marito dice: «Ok, è su una sedia a rotelle e può parlare solo attraverso un programma al computer. Ma io questo ragazzo semplicemente lo amo».