McDonald’s, Ceo si dimette per amore. A lavoro non si può, neanche se consenziente

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 4 Novembre 2019 8:40 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2019 8:40
McDonald's, Ceo Steve Easterbrook si dimette per amore. A lavoro non si può, neanche se consenziente

Steve Easterbrook, Ceo di McDonald’s (Foto Ansa)

ROMA – La relazione d’amore sul lavoro no, proprio non si può. Anche se sei il Ceo (cioè il grado più alto della dirigenza) di un’azienda. Ne sa qualcosa Steve Easterbrook, Ceo di McDonald’s, costretto a lasciare l’incarico, a dare le dimissioni nonostante i suoi sforzi per rilanciare il colosso degli hamburger sempre più in crisi. Manager virtuoso (o aspirante tale), ma anche legato sentimentalmente a una dipendente.

La decisione del board della società di dare il ben servito a Easterbrook, 52 anni, è arrivata al termine di un’indagine interna il cui esito non ha lasciato scampo al manager: nonostante la relazione fosse consensuale (il nome della donna non è stato reso noto) l’amministratore delegato ha violato la policy e le severe norme etiche a cui deve attenersi tutto il personale e il top management dell’azienda. E’ lo stesso Easterbrook ad ammetterlo in una nota: “E’ stato un errore, sono d’accordo con il consiglio di amministrazione sul fatto che è l’ora di farmi da parte”. Eastarbrook sarà immediatamente sostituito da Chris Kempczinski, 51 anni, fino ad oggi presidente di McDonald’s Usa.

Ricopriva l’incarico di Ceo dal marzo 2015, quando fu chiamato per tentare di dare una svolta al gigante una volta incontrastato del mondo dei fast food e sempre più in crisi per un calo delle vendite e dei clienti. Al suo arrivo sulla poltrona di amministratore delegato l’azienda aveva appena messo a segno una delle peggiori performance finanziarie della sua storia e la crisi era al culmine.

In quattro anni Easterbrook è riuscito quasi a raddoppiare il valore del titolo di McDonald’s, grazie a una ristrutturazione che ha puntato soprattutto sull’innovazione tecnologica e sul nuovo mercato delle consegne a domicilio, firmando importanti accordi con aziende leader del settore come Uber Eats e DooDash. L’obiettivo è quello di dare al consumatore un prodotto di migliore qualità, per non soccombere nella sfida con i fast food di nuova generazione che propongono menù più salutari e che vanno incontro di più ai gusti di una clientela che sta cambiando rapidamente.

Nonostante questo però l’affluenza nei punti vendita di McDonald’s continua a stagnare, negli Usa e all’estero. Il colosso californiano con sede a San Bernardino conta attualmente oltre 69 milioni di clienti giornalieri in oltre 100 Paesi dove sono presenti quasi 38 mila ristoranti col suo marchio. Easterbrook di recente ha anche portato a termine alcune acquisizioni di alcune piccole società specializzate nella produzione di apprendimento automatico e intelligenza artificiale. (Fonte Ansa).