Pakistan: 80 morti negli scontri di Karachi, attaccata una moschea

Pubblicato il 5 agosto 2010 7:57 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2010 13:36

Non si placano le violenze scatenatesi a Karachi, la più importante città del Pakistan, dopo l’assassinio lunedì di Raza Haider, leader politico del partito anti-talebano Mqm. Solo mercoledì, scrive il quotidiano The Nation, 31 persone sono state uccise, facendo salire a 80 il numero delle vittime di tre giorni di anarchica follia.

Mercoledì sera una nuova strage è stata evitata di poco quando uno sconosciuto è sceso da una moto per entrare in una moschea e lanciare una bomba a mano fra i fedeli in preghiera nel quartiere di North Nazimabad. Un portavoce della polizia ha detto che l’ordigno è esploso causando cinque feriti gravi, fra cui Ghulam Ahmed Siyalwi, autorevole personalità religiosa del Jamiat Ulema-i-Pakistan (Jup), responsabile del seminario collegato alla moschea.

I media sottolineano l’assenza quasi totale delle forze dell’ordine di fronte agli attacchi armati incrociati fra responsabili di gruppi etnici in conflitto. Una delle zone più a rischio in questa crisi è Orangi Town, dominata dalla popolazione di lingua urdu, ma circondata dai pashtun.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other