Papa Francesco: “Popoli hanno pagato salvataggio banche”. Bergoglio un po’ ecologista un po’ occupy

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 giugno 2015 12:35 | Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2015 15:32
Papa Francesco: "Popoli hanno pagato salvataggio banche", enciclica Laudato si'

Papa Francesco: “Popoli hanno pagato salvataggio banche”, enciclica Laudato si’

ROMA – Non di sola ecologia e cura del mondo tratta l’ultima enciclica di Papa Francesco, intitolata “Laudato si'” in omaggio al santo che ispira il pontefice. Spicca, nella lettura pubblica di presentazione in Vaticano,  l’attacco diretto alla finanza mondiale. Il “salvataggio a ogni costo delle banche è stato fatto pagare alla popolazione” scrive il papa. Che invita a non far pagare ai poveri il prezzo della crescita ad ogni costo.

Serve decrescita. “E’ arrivata l’ora di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti” continua Francesco. “Sappiamo che è insostenibile il comportamento di coloro che consumano e distruggono sempre più, mentre altri ancora non riescono a vivere in conformità alla propria dignità umana. Per questo è arrivata l’ora di accettare una certa decrescita”, scrive francesco.

“Diceva Benedetto XVI che ‘è necessario che le società tecnologicamente avanzate siano disposte a favorire comportamenti caratterizzati dalla sobrietà, diminuendo il proprio consumo di energia e migliorando le condizioni del suo uso'”. Il Papa precisa: “Nessuno vuole tornare all’epoca delle caverne, però è indispensabile rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili, e al tempo stesso recuperare i valori e i grandi fini distrutti da una sfrenatezza megalomane”.

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“Paradigma non può essere quello consumista”. “Rallentiamo il passo”, esorta il papa, per puntare a uno stile di vita conciliabile con la difesa integrale dell’ambiente e della vita di tutti i popoli. Ecologista e, sembra di capire, fautore di una decrescita felice, il papa mette sul banco degli imputati della mancata salvaguardia del pianeta, il mercato e il modello consumista.

Il mercato “crea un meccanismo consumistico compulsivo per piazzare i suoi prodotti”. Ma questo non può essere il “paradigma” di vita dell’umanità oggi. Sia per il senso della esistenza che per la sostenibilità delle economie, serve un cambiamento di “stile di vita”.

Il modello consumista è completamente disinteressato al “bene comune”. Realizzare una “cittadinanza ecologica” invece porta a una serie di “azioni quotidiane” che hanno di mira la cura del creato, e uno sviluppo equo. La enciclica ne elenca varie, dal consumo equo e solidale, al minor uso di condizionatori, alla gestione dei rifiuti.

“Media e scienziati parlano comodi a casa loro”. Il degrado ambientale che colpisce soprattutto gli “esclusi”, sembra una “appendice”, nelle discussioni di tanti “professionisti, opinionisti, mezzi di comunicazione e centri di potere” lontani dalle aree interessate, “senza contatto diretto coni loro problemi”. Ma l’approccio ecologico deve essere anche sociale”.

Laudato si’.  Il Papa nella enciclica rivolge un doppio appello, a “proteggere la casa comune”, controllando surriscaldamento climatico e altri danni ambientali, ma anche cambiare modello di sviluppo, per i “poveri”, e “per uno sviluppo sostenibile e integrale”. “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra…” è l’incipit francescano: “Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla […] Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data”.