Pedofilia, Usa. Le vittime: no alla messa del cardinale Castrillon

Pubblicato il 21 Aprile 2010 23:35 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2010 23:50

Tempesta su Miami: il Vaticano rimpiazza un vescovo, anni fa sfiorato da sospetti di omertà su casi di abusi, ma la scelta del sostituto non va a genio allo Snap, la più grande associazione americana di vittime del clero pedofilo. Anche monsignor Thomas Wenski, l’arcivescovo metropolita di una diocesi di 800 mila anime nominato ieri dal papa al posto di monsignor John Favalora, avrebbe steso il velo del silenzio sulle denunce di abusi arrivate alla curia.

E intanto a Washington lo Snap ha partita vinta: dopo le proteste dell’associazione, gli organizzatori di una messa solenne in latino hanno fatto marcia indietro sull’invito al cardinale Dario Hoyas Castrillon, in questi giorni al centro di polelmiche. Castrillon era stato invitato a guidare la celebrazione sabato nella Chiesa del National Shrine dell’Immacolata Concezione, uno dei santuari più importanti degli Usa.

La messa è organizzata dal Paulus Institute, gruppo nato tre anni fa “per la propagazione della sacra liturgia”. Nove anni fa, quando era Prefetto per la Congregazione del Clero, Castrillon si era “congratulato” con il vescovo francese Pierre Pican per non aver denunciato un prete accusato di abusi su minori e ha poi detto di aver scritto quella lettera con l’approvazione di papa Giovanni Paolo II.

Lo Snap aveva scrritto al nunzio a Washington Pietro Sambi e all’arcivescovo di Washington Thomas Wuerl chiedendogli di “proiv=bire” al cardinale di celebrare la messa. Anche a Miami il nodo per lo Snap e il silenzio dele gerarchie. “Il Papa promuove un vescovo con un passato preoccupante quanto a sicurezza dei bambini”, ha detto David Clohessy, direttore esecutivo dell’associazione delle vittime. Il nuovo vescovo, figlio di polacchi, viene da Orlando: progressista sui temi sociali come l’immigrazione, conservatore senza compromessi sull’aborto, le nozze gay, l’ordinazione delle donne.

Wenski parla inglese, spagnolo e creolo, è stato più volte a Cuba e Haiti, va in giro in Harley Davidson. Lo Snap lo accusa di “inganno, ritardo e spregiudicatezza in tre casi, specialmente in uno recente che coinvolge un’accusa di stupro commessa da un prete e da un seminarista”. Il suo predecessore, monsignor Favalora, si è ufficialmente dimesso per motivi di salute, ma è sospettato di aver a sua volta coperto casi di pedofilia.

Il presule, tuttavia, è anche ricordato per aver usato il pugno di ferro contro il fondatore dei Legionari di Cristo, padre Marcial Maciel Degollado. Miami non è la sola diocesi con un nuovo vescovo su cui lo Snap ha puntato i riflettori: l’associazione ha protestato anche per la nomina a Springfield in Illinois di Thomas Paprocki, l’ausiliario di Chicago che tre anni fa attribuì a Satana la spinta dietro le denunce legali contro il clero.

Intanto sta per tornare in libertà in Texas il ‘prete zero’, l’ex sacerdote Gilbert Gauthe, il cui processo per molestie sessuali portò per la prima volta nel 1985 sotto i riflettori la piaga degli abusi. Gauthe ha finito di scontare due anni di prigione per non essersi registrato presso le autorità della contea di Galveston come molestatore sessuale. L’ex prete ha 64 anni.

Condannato in Louisiana a 20 anni di prigione per molestie sessuali su minori e possesso di pornografia infantile, ne scontò solo nove. Il caso all’epoca scatenò una valanga di denunce: in oltre cento uscirono allo scoperto accusando padre Gauthe e la Chiesa fu costretta a pagare milioni di dollari. La vicenda divenne un caso celebre per il lavoro del giornalista investigativo Jason Berry – lo stesso che ha indagato di recente sui Legionari di Cristo – che ne scrisse sul giornale cattolico National Catholic Reporter.