Processo marò, ventiseiesimo rinvio. Italia richiama ambasciatore. “Ora basta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 febbraio 2014 8:28 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2014 14:00
Processo ai marò, ventiseiesimo rinvio. De Mistura: "Basta. Tornino in Italia"

Salvatore Girone e Massimiliano Latorre (Foto Lapresse)

NEW DELHI –  Processo ai marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ancora un rinvio: il numero 26 da quando, due anni fa, è iniziato il procedimento per l’uccisione di due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala. Troppo per Roma, che ha deciso di ritirare l’ambasciatore italiano in India. 

In Italia, invece, il segretario generale del Ministero degli Esteri, Michele Valensise, ha convocato con urgenza alla Farnesina l’Ambasciatore dell’India, Basant Kumar Gupta, per esprimere lo sconcerto e la profonda delusione del governo italiano per l’ennesimo rinvio da parte della Corte Suprema. 

BONINO: “MANIFESTA INCAPACITA’ INDIANA” – “Il governo italiano ha disposto l’immediato richiamo a Roma per consultazioni dell’Ambasciatore a New Delhi, Daniele Mancini“, ha annunciato la ministro degli Esteri, Emma Bonino, dopo l’ennesimo rinvio dell’udienza al processo per i due marò. “Non possiamo andarli a prendere manu militari, ma devono tornare a casa”.

“L’obiettivo principale dell’Italia resta quello di ottenere il rientro quanto più tempestivo in Patria dei due fucilieri. A fronte dell’ulteriore, inaccettabile rinvio deliberato questa mattina dalla Corte Suprema indiana dell’esame del caso dei fucilieri di Marina Latorre e Girone e della manifesta incapacità indiana di gestire la vicenda, l’Italia proseguirà e intensificherà il suo impegno per il riconoscimento dei propri diritti di Stato sovrano in conformità con il diritto internazionale. L’obiettivo principale dell’Italia resta quello di ottenere il rientro quanto più tempestivo in Patria dei due Fucilieri”.

MAURO: “LA MISURA E’ COLMA” – “La misura è colma ed ancora più grande è lo sdegno che investe tutta la nazione e che non può non propagarsi all’intera comunità internazionale. Su questo caso non c’è giustizia: siamo di fronte ad un comportamento ambiguo ed inaffidabile delle autorità indiane”, ha detto il ministro della Difesa sul nuovo rinvio indiano sui marò.  “La decisione del Governo italiano di richiamare l’Ambasciatore in Italia è, non solo giustificata, ma ineludibile e riflette il sentimento del nostro popolo”.

IL RINVIO – A scatenare la reazione della Farnesina è stata, martedì mattina, 18 febbraio, la decisione della Corte Suprema di New Delhi di rimandare l’udienza a lunedì 24 febbraio alle 14 (le 9,30 in Italia), ancora in attesa di una risposta scritta del governo sull’applicabilità o meno per questo caso della legge per la repressione della pirateria(Sua Act). 

La questione dell’applicabilità o meno della legge per la repressione della pirateria (Sua Act) al caso dei marò è in mano al ministero della giustizia indiano. Su Delhi pesano le pressioni internazionali, in particolare dell’Unione Europea. 

Lapidario l’inviato del governo Staffan de Mistura: “Ad un ulteriore rinvio noi opponiamo un ulteriore ultimatum. Comunque sarà Roma che deciderà nelle prossime ore la linea da prendere davanti a questa situazione. Non è che con questa tattica dilatoria e qualche minima concessione l’India riuscirà a calmare il nostro sdegno”. L’avvocato dei due marò ha chiesto che finché la situazione non si sbloccherà i due fucilieri della Marina siano autorizzati a tornare temporaneamente in Italia.

LA CRONACA DELL’UDIENZA  –   All’inizio dell’udienza, martedì 18 febbraio, c’è stato un ritardo di 20 minuti per l’assenza del procuratore generale G.E. Vahanvati. Risolto il problema, il procuratore ha ribadito che il governo indiano sta riesaminando l‘applicabilità del Sua Act, affidando al ministero della Giustizia il compito di dare una opinione definitiva al riguardo. Anche perché, ha aggiunto, ci sono state forti proteste internazionali contro l’utilizzo della legge anti terrorismo.  

L’avvocato dei marò, Mukul Rohatgi, ha ricordato che nell’ultimo anno il governo ha cambiato posizione per sei volte e che la vicenda va avanti da ben due anni senza una formulazione dei capi di accusa.

Durante l’intervento del legale indiano, l’inviato governativo Staffan de Mistura si è alzato in piedi per dare simbolicamente maggiore peso al passaggio in cui Rohatgi ha ripetuto che “l’Italia non può accettare di essere assimilata a uno Stato terrorista”.    

Rivolgendosi al rappresentante del governo, il giudice B.S Chauhan ha sostenuto che non si può continuare con i rinvii ed ha fissato il termine di lunedì per presentare un’opinione scritta con la “soluzione” offerta dal governo per processare i marò.

All’uscita dall’udienza, De Mistura non ha escluso che il documento della Procura possa essere depositato già venerdì e quindi visionato anche dai legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

L’avvocato Rohatgi, inoltre, ha insistito con la richiesta che, in attesa che si sblocchi la situazione e inizi il processo, i due fucilieri siano autorizzati a tornare temporaneamente in Italia.