San Bernardino: 12 bombe in casa killer e legami terroristi

di Ermete Trismegisto
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 19:27 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 19:27
San Bernardino, arsenale a casa killer. Cnn: legami con terroristi

San Bernardino, arsenale a casa killer. Cnn: legami con terroristi

SAN BERNARDINO – Dodici tubi esplosivi, un arsenale in casa, 5mila proiettili. E ancora: legami con delle organizzazioni terroristiche fuori dagli Stati Uniti. Prende forma un quadro preciso e inquietante sull’attentato che ha sconvolto San Bernardino in California. Nella tarda serata di ieri 2 dicembre Syed Farook, 28 anni, insieme alla sua compagna ha fatto irruzione in un centro per la cura di disabili psichici, si è diretto nella sala dove era in corso la festa di Natale e ha aperto il fuoco uccidendo 14 persone. 

A lungo la polizia si è interrogata sul movente. Si è anche parlato di una vendetta, in seguito ad una lite. Farook infatti era a quella festa e se ne sarebbe andato via poco prima della strage dopo aver litigato con alcuni colleghi. Ma sono bastate le prime indagini per far emergere un quadro diverso, quello che porta ad un attentato terroristico. Farook, prima di essere ucciso, ha lanciato contro la polizia che lo inseguiva un tubo metallico. Era un tubo esplosivo, potevano esserci altre vittime, ma per fortuna il tubo non è esploso, probabilmente per un difetto del telecomando.

La polizia, poi, è andata a casa del killer. E là la scoperta che sembra fugare gli ultimi dubbi: un vero e proprio arsenale militare. Farook, insomma, ha probabilmente premeditato, organizzato ed eseguito la sua strage. Ed in effetti, col senno di poi, appaiono subito evidenti le debolezze della “teoria della vendetta”. L’abbigliamento militare, l’azione studiata nei minimi particolari. Troppi indizi per non pensare ad un piano e a un movente preciso.

Per ora il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è cauto. Spiega alla nazione che ancora non si sa “il perché di questo terribile gesto”. E ha tenuto ancora in piedi l’ipotesi, che sembra perdere sempre più consistenza, della lite sul posto di lavoro. Pesa quella soffiata fatta alla Cnn che cita una fonte anonima della polizia secondo cui Farook si sarebbe radicalizzato e sarebbe stato in contatto con organizzazioni terroristiche internazionali.