Vulcano Fuego in Guatemala, una nube come quella di Pompei

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 4 giugno 2018 12:23 | Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2018 14:33
Guatemala, eruzione del vulcano del Fuego simile al Vesuvio di Pompei

Vulcano Fuego in Guatemala, una nube come quella di Pompei

ROMA – Una nube piroclastica che ha raggiunto velocità superiori ai 100 chilometri orari e oltre 700 gradi di temperatura ha investito i villaggi vicini al vulcano del Fuego in Guatemala. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Una nube di ceneri e gas alta fino a 4 chilometri, che è scesa lungo le pendici del vulcano non lasciando scampo agli abitanti, tanto da ricordare secondo gli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Ingv, la nube che nel 79 d.C. ha travolto gli abitanti di Pompei sotto le pendici del Vesuvio.

La popolazione del Guatemala è stata investita da una nube di gas, ceneri, lapilli e blocchi di rocce ad altissime temperature e al momento il bilancio è di 25 morti, oltre 20 feriti e un numero non stimato di dispersi. La zona colpita è abitata da 1,7 milioni di persone e il vulcano si trova ad appena 44 chilometri dalla capitale Guatemala City. A comparare il vulcano del Fuego e l’antica eruzione del Vesuvio è il vulcanologo Piergiorgio Scarlato dell’Ingv, che ha spiegato all’Ansa:

“L’impatto di questa eruzione sulla popolazione è simile a quella di Pompei, ma in questo caso gli stili eruttivi del vulcano del Fuego e del Vesuvio sono diversi. Il vulcano del Fuego ha generato colonne di ceneri e gas alte fino a 3-4 chilometri e flussi piroclastici, cioè una miscela di gas e materiale vulcanico. Il Vesuvio, invece, nell’eruzione del 79 d.C ha generato una colonna di gas e ceneri alta fino a 20-25 chilometri che collassando su se stessa ha prodotto flussi piroclastici come quelli osservati al Fuego”.

Il vulcanologo ha inoltre spiegato che la nube emessa dall’eruzione del vulcano ha raggiunto temperature di almeno 700 gradi e ha trascinato tutto ciò che ha incontrato, dagli alberi alle rocce, raggiungendo velocità anche superiori ai 100 chilometri orari:

“La velocità e l’energia del flusso piroclastico, di solito è tale che riesce a superare colline e dossi”.

In questo caso, il mix letale di materiale vulcanico e gas ad alta temperatura ha raggiunto i centro abitati, investendo le persone e causando vittime, al momento 25, ma per avere un identikit dell’eruzione bisognerà attendere ulteriori dati, ha sottolineato Scarlato:

“Tuttavia, per mettere a punto un identikit completo di questa eruzione bisognerà raccogliere tutti le informazioni e solo dopo le analisi dei dati si potrà fornire un quadro più dettagliato”.

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