Oli campani Dop a Loro di Napoli: sentori di rosmarino, pomodoro e mandorle…

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 5 Dicembre 2019 14:49 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2019 14:49
Oli campani Dop a Loro di Napoli: sentori di rosmarino, pomodoro e mandorle...

Sono cinque le aree campane con oli Dop

MILANO – Cosa sarebbe un’insalata caprese o un piatto di spaghetti al pomodoro senza un buon olio? Sicuramente incompleto. Tra le eccellenze agroalimentari della Campania in mostra a Loro di Napoli, la kermesse enogastronomica organizzata a Milano dalla Camera di Commercio di Napoli e da S.I. Impresa, non potevano mancare gli oli extravergine d’oliva Dop della regione. 

Si tratta di oli poco conosciuti al mercato del Nord Italia ma che hanno proprietà e gusto notevoli, come si è potuto constatare durante la degustazione di oli allo Spazio Campania in piazza Fontana a Milano. Del resto è dal 2005 che la Camera di Commercio di Napoli ha ottenuto il riconoscimento Dop per gli oli extravergine di oliva campani, un titolo che viene dato solo in seguito ad analisi chimiche e valutazioni delle qualità organolettiche dell’olio, che deve essere esente da difetti se vuole elevarsi dal grado di vergine a quello di extravergine, e che deve passare un’ulteriore analisi sensoriale per arrivare ad ottenere la Dop (Denominazione di origine protetta). Per conferire questo riconoscimento entrano in gioco gli assaggiatori. Come Maria Luisa Ambrosino, agronoma e capo panel del comitato di assaggio della Camera di Commercio di Napoli. 

Oli campani Dop a Loro di Napoli: sentori di rosmarino, pomodoro e mandorle...

Le olive vengono colte quando stanno per virare al violaceo

“In Campania ci sono cinque zone di produzione di oli Dop – ci ha spiegato la dottoressa Ambrosino – : la penisola sorrentina, il Cilento e le colline salernitane in provincia di Salerno, le colline dell’Ufita in Irpinia, le Terre Aurunche in provincia di Caserta. Ognuna di queste zone produce oli dalle caratteristiche peculiari: quello della penisola sorrentina, per esempio, profuma di macchia mediterranea e rosmarino, mentre quelli irpini profumano di pomodori verdi. Gli oli salernitani, invece, hanno sentori di mandorle e carciofo. Le differenze dipendono dalle varietà di olivi che si sono acclimatati nelle varie aree geografiche. Questo perché la Campania ha una varietà di situazioni pedoclimatiche come l’intera Italia, su scala ridotta ovviamente, molto differenti le une dalle altre”. 

Oli campani Dop a Loro di Napoli: sentori di rosmarino, pomodoro e mandorle...

La varietà di sapori e profumi rispecchia la varietà pedoclimatica della Campania

Ci sono però alcuni punti di contatto dei vari oli campani: “Sono oli versatili, facilmente abbinabili a diverse pietanze, non aggressivi al palato ma fortemente caratterizzati per le note olfattive”, chiarisce Ambrosino. Un tripudio di sapori che vanno dal piccante all’amaro al dolce, passando per profumi di mela, erba e fiori. Per essere abbinati ai piatti della trazione o anche semplicemente ad un pezzo di pane.