Alitalia pubblica, la pagheremo con le bollette della luce?

di Dini Casali
Pubblicato il 26 aprile 2019 11:27 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2019 15:40
Alitalia pubblica, la pagheremo con le bollette della luce?

Alitalia pubblica, la pagheremo con le bollette della luce?

ROMA – Saremo tutti noi cittadini con le nostre bollette della luce a finanziare l’ingresso dello Stato nel capitale Alitalia, la quota di soldi pubblici cioè che il Governo ha deciso di impiegare nell’ennesimo tentativo di salvataggio della compagnia cosiddetta di bandiera? 

A leggere con attenzione il decreto Crescita (su La Repubblica lo fa Luca Pagni) sembra proprio che sia così: il veicolo finanziario scelto dal Governo per l’operazione da 900 milioni di euro è infatti l’ente che si occupa di raccogliere la quota che nelle bollette energetiche va allo Stato per i diversi oneri come il sostegno ai cosiddetti “energivori” (le imprese che consumano molta energia).

Il decreto prevede che  la restituzione del prestito ponte da 900 milioni l’Alitalia commissariata sia garantita da un versamento presso il conto di tesoreria centrale da parte della Cassa servizi energetici e ambientali (Csea). Lo strumento peraltro è stato già usato quale garanzia dal Governo per esempio durante la presidenza Renzi per il prestito ponte da 400 milioni a Ilva. 

Se andrà effettivamente come indicato nel decreto o siamo solo ancora alle intenzioni, si vedrà: sul provvedimento Presidenza del Consiglio e ministero dell’Economia non condividono lo stesso entusiasmo. Il comunicato di Palazzo Chigi parla di norme che “definiscono le modalità di ingresso del Ministero dell’economia e delle finanze nel capitale sociale della newco Nuova Alitalia”, mentre da Via XX Settembre si evidenzia la “predisposizione” del quadro necessario ad un ingresso solo “eventuale”. La partecipazione dello Stato è autorizzata nel limite dell’importo maturato a titolo di interessi sul prestito pubblico di 900 milioni concesso alla società dallo Stato. (fonte La Repubblica)