Articolo 18. Sergio Cofferati: “Ora muro in Parlamento” contro il jobs act

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2014 12:19 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2014 12:19
Articolo 18. Sergio Cofferati invoca il "muro in Parlamento" contro il jobs act

Articolo 18. Sergio Cofferati invoca il “muro in Parlamento” contro il jobs act

ROMA – Articolo 18. Sergio Cofferati invoca il “muro in Parlamento” contro il jobs act. Non è la stessa cosa del 2002, quando portò a piazza San Giovanni 3 milioni di persone, perché ieri c’era Berlusconi al Governo e oggi la proposta è pur sempre del Pd, ma per Sergio Cofferati ci sono tutte le condizioni per respingere il jobs act targato Renzi comprensivo della modifica dell’articolo 18. In piazza (“Se la Cgil sciopera lo faccio anch’io”) e, soprattutto, in Parlamento.

Sergio Cofferati, il predecessore di Susanna Camusso invoca il “muro contro muro” parlamentare a suon di emendamenti, nell’intervista rilasciata al Manifesto e in successive dichiarazioni della mattinata (a Canale 5 nel programma di Maurizio Belpietro). E’ lo spazio di manovra aggredibile dalla minoranza Pd. A margini ulteriori per una ricomposizione tra maggioranza e minoranza invece non ne vede. Tuttavia è convinto che “in Parlamento si riaprirà la discussione con degli emendamenti”. C’è sempre l’eventualità di maggioranze a geometria variabile. Non vede rischi di scissione, “ma una discussione molto aspra e poi il Parlamento deciderà come sempre”.

Nemmeno la minaccia di Renzi di imporre il voto di fiducia per approvare la riforma spaventa Cofferati: “Non credo che lo farà, ma non voglio correre avanti. Se discutiamo di ‘fiducia sì-fiducia no’, cadiamo nella trappola messa in piedi per disarmare i contrari”. Tornando al merito della discussione, per Cofferati la difesa del reintegro è “fondamentale”.

Non si può dire che siccome i casi sono pochi, allora non vale niente. Al contrario. I casi sono pochi perché funziona il valore deterrente della norma. E poi è previsto in numerosi ordinamenti europei, compreso in Germania. (Antonio Sciotto, Il Manifesto)

Pollice verso anche sul tentativo di mediazione offerto da Renzi sul disciplinare:

Ma che mediazione è? Il reintegro per discriminazione è previsto dalla Costituzione, e il disciplinare è regolato dai contratti. Non c’entra l’articolo 18. Il problema è tutelare chi viene licenziato ingiustamente. (Antonio Sciotto, Il Manifesto)