Autostrade, stop rincari al casello: aumento pedaggi congelato per almeno sei mesi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Dicembre 2019 9:02 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2019 10:50
Autostrade, stop rincari al casello: aumento pedaggi congelato per almeno sei mesi

Pedaggi autostrade, stop rincari

ROMA – Niente rincari di inizio anno al casello: con l’imminente varo del decreto Milleproroghe dovrebbe arrivare anche un rinvio degli adeguamenti delle tariffe per le principali tratte autostradali, da quelle gestite da Autostrade per l’Italia alla Strada dei parchi che collega Roma a Teramo attraverso l’Appennino.

Si tratta di almeno 16 tratte in concessione: la Strada dei Parchi, Satap, Serravalle, Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Autostrada dei Fiori, Salt e soprattutto Autostrade per l’Italia, ovvero la parte maggioritaria della rete autostradale nazionale. I concessionari potranno richiedere nuovi aumenti entro il 30 giugno 2020, ma verranno comunque usati i nuovi,e meno esosi per gli utenti, sistemi di calcolo del pedaggio che l’Autorità dei Trasporti ha già definito.

Il nuovo sistema tariffario, basato su un differente calcolo di efficienza delle prestazioni, potrebbe anche comportare anziché un rincaro, una diminuzione dei pedaggi per alcune tratte.

L’intervento sui pedaggi è solo l’ultima novità che spunta da una bozza lievitata fino a raddoppiare rispetto ai primi testi circolati e che ora contiene un centinaio di proroghe, dal rinvio al 2022 dell’addio al mercato tutelato dell’energia fino allo slittamento a marzo per le nomine dei vertici di Agcom e Privacy. I vari ministeri stanno infatti cercando di sfruttare il classico provvedimento di fine anno per portare a casa le norme più varie.

Si parte con alcune di quelle che erano state inserite in manovra e poi cassate dalla presidenza del Senato, come quelle per le Province o sugli organici di Consiglio di Stato, Tar e Corte dei Conti, per la quale si chiede anche la creazione di una Sezione centrale consultiva con sede a Roma. Mancano all’appello, però, sia l’introduzione della cambiale digitale sia la richiesta di affiancare all’educazione civica nelle scuole anche l’educazione economica e finanziaria. Mentre sembra altrettanto difficile che possa avere successo il tentativo di inserire un “pacchetto innovazione”, dal diritto a innovare fino al cambio dello Spid, gestito tutto dallo Stato. (fonte Ansa)