Banche e clienti: uno su tre non sa leggere estratto conto e non capisce mutuo

di Riccardo Galli
Pubblicato il 9 Gennaio 2020 11:01 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2020 11:02
Banche e clienti, tutti i pericoli: uno su tre non sa leggere estratto conto e non capisce mutuo

Banche e clienti: uno su tre non sa leggere estratto conto e non capisce mutuo (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Banche e clienti, è accaduto non una ma più volte che banche abbiano piazzato presso (così si dice) i loro clienti prodotti finanziari discutibili o peggio. Banche vendevano prodotti rischiosissimi come sicuri, clienti compravano tranquilli, rassicurati magari non solo dalle parole e dagli inviti a comprare, rassicurati proprio dal livello di rischio di cui loro vedevano solo il “vantaggio” rappresentato da rendimenti ben più alti della media. E’ accaduto più volte che banche piazzassero prodotti finanziari pericolosi, se non addirittura già avariati, e che i clienti comprassero convitti di fare un affare. Accade anche fuori dalle banche: quanti risparmiatori italiani fuggono ed evitano che propone loro rendimenti e interessi minimo 5 ma forse 10 e passa per cento suo loro denari, basta consegnarli nelle mani di uno che sa dove mettere le mani?

E’ accaduto, succede anche perché l’italiano medio non sa e non vuol sapere e capire un tubo, nemmeno le nozioni più elementari della finanza minima. Contrariamente a quanto piace raccontarsi, il risparmiatore italiano è sì una formica quanto a capacità di risparmio, ma è in buona parte una formica sprovveduta. Popolare di Bari l’ultima in ordine di tempo, ma prima Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Carife, Banca Marche, Etruria…Lungo elenco di banche che hanno piazzato presso i loro clienti azioni con un sottostante immaginario e obbligazioni ad incerto rimborso.

Quando la baracca è venuta giù i risparmiatori che hanno perso risparmi regolarmente hanno invocato, meglio dire preteso, l’aiuto, cioè i soldi dello Stato. Cioè i soldi degli altri cittadini a rimborso dei soldi da loro perduti. E non si può, come usa dire, lasciare solo chi ha visto andare in fumo i risparmi di una vita. Però quegli stessi risparmiatori che oggi chiedono soccorso sono stati ieri clienti che con convinzione mista ad ignoranza si sono presi la merce cattiva. Hanno investito male dove non molta competenza e vista non molto lunga consentivano di capire che c’era da perdere e non da guadagnare. La regola del maggior guadagno potenziale corrisponde a maggior rischio potenziale di perdita non c’è bisogno di un master in economia e finanza per conoscerla e capirla. Solo che non c’è miglior sordo…

Una sopravvenuta cultura nutrita da demagogica pedagogia sociale diffuse da politica e comunicazione di massa raccontano tutte insieme agli italiani che ogni investimento finanziario deve per diritto naturale del risparmiatore portare guadagno e profitto. La perdita non è ammessa, è peccato contro le leggi di natura. Fosse davvero così, il pianeta sarebbe abitato da otto miliardi di benestanti in progressiva e certa marcia verso la ricchezza.

Certi comunque della legge dell’arricchimento naturale (in subordine del rimborso con si soldi pubblici) gli italiani non si curano troppo di sapere, neanche il minimo. Studi e ricerche (ne dà conto il Corriere della Sera) rilevano che un italiano su tre non è in grado di leggere, comprendendolo, il suo estratto conto. E stessa aliquota più o meno, uno su tre, non comprende la differenza tra i vari tipi di mutuo, neanche quella elementare tra fisso e variabile. E’ una pigrizia della mente che trova la sua assistenza nella certezza/pretesa che se va male qualcuno rimborserà.

E comunque nessuna sorpresa che un italiano su tre non sappia far di conto, nemmeno i propri conti. E’ la stessa percentuale che si riscontra già a scuola, da subito dopo i dieci anni e fino ai trenta e poi vita natural durante: uno su tre  non  sa far di conto proprio come un o su tre non capisce quel che legge. Le banche, quelle cattive, ci mettono del loro, ma gli italiani, troppi, alle banche si offrono inermi e giulivi, soprattutto a quelle cattive.