Bilancio Ue, senza accordo addio al pagamento dei finanziamenti europei

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2013 22:43 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2013 22:43
sidente della Commissione Josè Manuel Barroso

sidente della Commissione Josè Manuel Barroso (LaPresse)

STRASBURGO – Senza un accordo da metà novembre la Commissione Ue “non avrà più i soldi per pagare” le fatture con cui vengono erogati i finanziamenti europei, fondi strutturali compresi.

Questo l’allarme lanciato dal presidente della Commissione Josè Manuel Barroso in una telefonata al presidente dell’Europarlamento Martin Schulz.

A dare conto della telefonata e dell’urgenza della questione sollevata da Barroso è stato lo stesso Schulz aprendo la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. “Barroso mi ha telefonato e informato che a metà novembre non avrà più soldi per pagare” le fatture attraverso cui vengono erogati i finanziamenti Ue. “Siamo arrivati fin qui – ha insistito Schulz – perché gli Stati membri non hanno rispettato i loro impegni”.

Per approvare in tempi rapidi un bilancio rettificato, il presidente del Parlamento ha proposto una riunione straordinaria della commissione bilancio per domani (martedì 22 ottobre) e quindi, qualora i nuovi conti venissero approvati, il via libera della plenaria mercoledì 23 o giovedì 24 ottobre. 

Lo scoperto è dovuto a mancati introiti doganali causati dalla crisi, con un buco di 2,7 miliardi che ora la Commissione Ue chiede agli Stati di riempire immediatamente. Fino ad ora si attendeva, su pressioni di Berlino, di modificare il bilancio una sola volta, includendo i 2,7 miliardi, i 3,9 miliardi aggiuntivi proposti proprio dagli eurodeputati e non ancora stanziati, oltre ai 400 milioni destinati a compensare i danni subiti dalle alluvioni.

L’allarme della Commissione potrebbe ora scorporare il pacchetto, con il Parlamento che teme di veder così rimandato lo stanziamento aggiuntivo di 3,9 miliardi. “Come può la Commissione scoprire venerdì pomeriggio che non ha più soldi? E’ incredibile”, è la battuta finale del capogruppo dei verdi Daniel Cohn Bendit. L’annuncio giunto da Schulz, ha commentato il leghista Mario Borghezio, “suona come un cattivo presagio sul futuro di questa Europa. Gli elettori premieranno le nostre forze cosiddette ‘populiste’, che hanno avuto il merito di denunciare profeticamente i guasti economici, sociali e finanziari del moloch di Bruxelles”.