Cos’è la tassa patrimoniale: significato, differenze col capital gain, esempi

Pubblicato il 13 novembre 2012 12:53 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2014 20:34
Cos'è la tassa patrimoniale: significato, differenze col capital gain, esempi

Cos’è la tassa patrimoniale: significato, differenze col capital gain, esempi

ROMA – Che cos’è la tassa patrimoniale? Come funziona? Francia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna ce l’hanno la patrimoniale? Che differenza c’è fra patrimoniale, tassa sul reddito e capital gain?

Cos’è la tassa patrimoniale. È una tassa che viene calcolata sul patrimonio del contribuente, non sul reddito. Quindi sulla ricchezza che sta “ferma”, non su quella che viene creata, sul flusso di denaro. Il patrimonio sono gli immobili e i terreni posseduti, il risparmio depositato in banca. È una forma di patrimoniale la tassa sulla casa, l’Ici, eliminata da Berlusconi nel 2008 e reintrodotta da Monti nel 2011 come Imu. Lo è anche la tassa sulla successione, anche questa cancellata quasi del tutto dal primo governo Berlusconi e reintrodotta in forma blanda dal governo Prodi.

Tassa su capital gain e rendite finanziarie. Non è una patrimoniale invece la tassazione sul “capital gain” e sulle rendite finanziarie. Con il decreto “Salva Italia” Monti ha aumentato l’aliquota dell’imposta sostitutiva su capital gain e rendite dal 12,5% al 20%. Saranno tassati del 20%, quindi, le plusvalenze e i dividenti realizzati dal 1° gennaio 2012 su Azioni, Obbligazioni, Fondi comuni d’investimento, Sicav, Etf, Etc, Covered warrant, Derivati, Pronti contro termine, Prestito Titoli. Mentre rimane invariata, al 12,5%, la tassazione sui titoli di Stato: Bot, Btp, Cct. È stata abbassata invece l’aliquota sui conti correnti (che però danno un interesse irrisorio e spesso sono zavorrati dalle spese bancarie), dal 27% al 20%.

Quali Paesi hanno la patrimoniale e come la applicano.
Francia: si chiama impôt de solidarieté sur la fortune, interessa i contribuenti con beni mobili e immobili da 1,3 milioni di euro in su. Concorrono alla somma case, investimenti, polizze sulla vita, barche, aerei da turismo, cavalli da corsa e gioielli, non le opere d’arte e i beni produttivi. La tassa fu introdotta nel 1981 da François Mitterrand, ridotta da Nicolas Sarkozy, di nuovo aumentata da François Hollande, con un’aliquota dello 0,55% per i possedimenti compresi tra 1,3 e 3 milioni di euro e dell’1,8% per chi va oltre i 3 milioni.

Svizzera: Imposta preventiva (35%) sui proventi patrimoniali (interessi e dividendi). Poi varia a secondo del Cantone e del Comune: ognuno può applicare delle aliquote supplementari su rendite, eredità, beni mobili e immobili.

Norvegia: pagano la tassa patrimoniale tutti i contribuenti che dichiarano da 100 mila euro (700 mila corone) in su. Patrimoniale per molti (i redditi norvegesi medi nel 2010 erano di 51 mila euro) ma aliquote basse sui redditi per tutti: 28% medio.

Spagna: è stata introdotta come misura temporanea per far fronte alla crisi del debito. Esentato il valore della prima casa, i contribuenti che dichiarano oltre 700 mila euro di reddito verseranno un’aliquota fra lo 0,2% e il 2,5%.

La Gran Bretagna non ha mai avuto la patrimoniale, ma ora ci pensa. La Germania l’ha avuta fino al 1995, poi l’ha abolita dopo un referendum. Il partito socialdemocratico, la Spd, vuole reintrodurla dal 2014, con un’aliquota dell’1% sui patrimoni superiori a due milioni di euro.

Negli Stati Uniti non esiste una tassa patrimoniale, ma vengono tassati molto le successioni e gli immobili. Se l’Ici era in media dello 0,04%, l’imposta americana sulla casa è in media dell’1%.