Fca e Peugeot, Elkann presidente, ai soci Fiat dividendo da 5 miliardi

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 Ottobre 2019 9:00 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2019 10:37
Fca e Peugeot, tutto pronto per le nozze: c'è l'ok dei francesi. Elkann presidente, Tavares l'ad

Fca e Peugeot verso le nozze

ROMA – Fca e Peugeot stanno per fondersi e dare vita a un colosso dell’auto, un gruppo da 50 miliardi di dollari di capitalizzazione.

L’accordo potrebbero essere annunciato nella giornata di giovedì 31 ottobre, dopo che gli organi statutari delle due aziende coinvolte hanno dato luce verde all’operazione. 

Prima si è pronunciato il consiglio di sorveglianza di Peugeot, poi hanno detto s quello di Fca e di Exor.. A pochi mesi dal fallimento del matrimonio con Renault, il Lingotto ha trovato ancora a Parigi l’alleato con cui affrontare le grandi sfide che il settore automobilistico ha davanti, 

A guidare il nuovo colosso operativamente sarà Carlos Tavares, oggi al volante dell’azienda d’oltralpe e fautore del riavvicinamento e dell’accelerazione di queste ore. Insieme con John Elkann, in veste di presidente e le due case automobilistiche riunite sotto il cappello di una società olandese.

Sul fronte della governance, ai francesi potrebbero andare 6 consiglieri contro i 5 di Fca. Al tempo stesso agli azionisti dell’azienda italiana, se sarà confermato quello che riferiscono alcune fonti, potrà andare un extra dividendo da 5 miliardi, mentre i francesi procederanno allo spin-off della società di componentistica Faurecia. I due gruppi sono venuti ufficialmente allo scoperto mercoledì mattina, dopo le indiscrezioni di stampa, e prima dell’apertura dei mercati di giovedì, è attesa la comunicazione ufficiale di un negoziato in esclusiva.

Non è la prima volta che Fca e Peugeot si siedono attorno a un tavolo. A parlare con Carlos Tavares, che in caso il matrimonio vada a buon fine sarà destinato alla guida operativa, era stato già l’ex ad Sergio Marchionne. Appena lo scorso marzo, al salone dell’auto di Ginevra, il feeling era stato evidente anche con Mike Manley, successore dello storico manager italo-canadese.

La conferma di una trattativa alle battute finali e di un possibile matrimonio alle porte ha subito infiammato i titoli delle società coinvolte sulle borse di Milano e Parigi: a Piazza Affari il Lingotto è balzato del 9,53% con volumi elevatissimi, riportandosi vicino ai 13 euro e trascinando con sé la holding della famiglia Agnelli, Exor (+4,6%). Sul Cac40 Psa è salita del 4,53%.

Dopo il primo sì dei due consigli, tuttavia, il deal dovrà essere portato a compimento. La casa italo-americana controllata dalla famiglia Agnelli e guidata da John Elkann e Mike Manley, dovrà trovare una quadra che soddisfi il lato industriale ma anche lo stato francese, che è azionista di peso di Psa, come lo sono i cinesi di Dongfeng e la famiglia che ha dato il nome a Peugeot.

Il ministero dell’Economia di Parigi, che per gli Agnelli tanta parte ha avuto nel far saltare il matrimonio con Renault a un passo dal successo, ha già fatto sentire la propria voce: se per Bercy un matrimonio rappresenterebbe il coronamento del rilancio del gruppo, il ministero guidato da Bruno Le Maire pretende la difesa del patrimonio industriale in Francia, intende vigilare con forza sulla governance e vuole che il nuovo gruppo vada avanti nella creazione di un’industria europea delle batterie, fondamentale per la sfida della mobilità elettrica.

“C’è un’attenzione del ministro Patuanelli, in primo luogo e naturalmente tutto il governo segue con attenzione questa vicenda rispettoso di una trattativa di mercato ma anche consapevole che stiamo parlando di un’industria importantissima per il Paese, di processi inevitabili ma che nelle forme in cui avvengono è giusto siano seguiti con cura e attenzione dal governo”, ha invece detto il ministro dell’Economia italiano, Roberto Gualtieri. Sul tema si sono, al di qua e al di là delle Alpi, già fatti sentire anche i sindacati, preoccupati per i posti di lavoro.

Se si guarda ai numeri, lo scorso anno Psa ha realizzato un fatturato di 74 miliardi di euro, mentre Fca ha raggiunto quota 110 miliardi e insieme le due case vendono nel mondo 8,7 milioni di auto, numero che collocherebbe il nuovo gruppo al quarto posto dopo Volkswagen, che vende 10,8 milioni di auto, Nissan-Mitsubishi e Toyota.

Verrebbe superata invece General Motors che immatricola 8,4 milioni di veicoli. Al tempo stesso però il nuovo gruppo avrebbe una forte esposizione in Europa, con una quota del 24%. Fca potrebbe giovare delle moderne piattaforme di Peugeot per aumentare i margini, ma è immaginabile, come ipotizzano diversi analisti, che ci siano sinergie di costo.

Fonte: Reuters, Agi