Fca-Psa, via libera alla fusione: nasce il quarto costruttore di auto al mondo

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2019 11:19 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2019 11:21
Fcs-Psa, via libera alla fusione: nasce il quarto costruttore di auto al mondo

Da sinistra Carlos Tavares, ceo Psa, e Mike Manley, ceo Fca (Ansa)

TORINO  –  Via libera alla fusione tra Fca e Psa: nasce il quarto costruttore di auto al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato, con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro. Il gruppo genererà sinergie annuali che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti in conseguenza dell’operazione e con un flusso di cassa netto positivo già nel primo anno. 

“La solida struttura patrimoniale congiunta – sottolineano in una nota Fca e Psa – offre significativa flessibilità finanziaria e ampi margini sia per implementare piani strategici che per investire in nuove tecnologie, per tutto il ciclo”. Il nuovo gruppo avrà una presenza geografica più bilanciata, con il 46% dei ricavi generati in Europa e il 43% in Nord America, sulla base dell’aggregazione dei dati 2018 delle due società. L’aggregazione fornirà anche al nuovo gruppo l’opportunità di ridefinire la strategia in altre regioni.

Il perfezionamento dell’aggregazione tra i gruppi Fca e Psa è previsto in 12-15 mesi, “soggetto alle consuete condizioni di closing, tra cui le approvazioni degli azionisti delle due società nelle rispettive assemblee straordinarie e il soddisfacimento dei requisiti antitrust e altri requisiti normativi”. E’ quanto si legge nel comunicato.

LA GOVERNANCE – Il nuovo gruppo avrà “una solida struttura di governance”, con John Elkann alla presidenza e Carlos Tavares ceo. Avrà forte supporto da parte degli azionisti di lunga data (Exor, famiglia Peugeot, Stato francese) che avranno una rappresentanza nel consiglio. Il cda avrà 11 membri, con una maggioranza di consiglieri indipendenti. Sarà consigliere anche Tavares che avrà un mandato iniziale di cinque anni.

In base allo statuto proposto per la società che nascerà dalla fusione nessun azionista avrà diritto di voto in misura eccedente il 30% dei voti espressi in assemblea. Si prevede inoltre che non ci sarà alcun trasferimento dei diritti di doppio voto esistenti, ma che i nuovi diritti di doppio voto speciale matureranno dopo un periodo di detenzione delle azioni di tre anni dal perfezionamento della fusione. Al perfezionamento dell’operazione il consiglio di amministrazione della nuova società includerà due membri in rappresentanza dei lavoratori di Fca e del gruppo Psa. 

La nuova capogruppo della società avrà sede nei Paesi Bassi e sarà quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e beneficerà della sua forte presenza in Francia, Italia e negli Stati Uniti.

Al momento non è noto il nome della nuova società. ”E’ un processo che comincia ora e che speriamo di concludere nei prossimi mesi…”: lo ha detto Mike Manley, amministratore delegato di Fca, aggiungendo che non si tra i due gruppi non si tratta in alcun caso di una questione “delicata”, ma “soltanto interessante”. Parole a cui ha fatto eco Carlos Tavares. Il nome? “Abbiamo tempo per lavorarci sopra, valutare le opzioni, non c’è fretta. Sarà un lavoro stimolante”.

POSTI DI LAVORO – Per quanto riguarda l’impatto a livello di posti di lavoro, il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, ha spiegato: “L’accordo tra Fca e Psa contiene le garanzie per tutti gli stabilimenti e la prosecuzione dei piani industriali già avviati. E’ di grande interesse la svolta verso la partecipazione dei lavoratori per cui da tempo la Cisl premeva sul vertice Fca. Nel prossimo cda vi saranno due rappresentanti dei lavoratori, uno per Psa e uno per Fca. Venerdì alle 14 a Mirafori – aggiunge Bentivogli – approfondiremo i dettagli dell’accordo e avvieremo un percorso perché siano definite le garanzie di sviluppo e occupazione per i siti italiani. Nasce così il quarto gruppo costruttore di automobili al mondo e con una possibilità concreta di investire sulla nuova mobilità elettrica e a idrogeno e verso la guida autonoma. La scommessa partita a Pomigliano e Mirafiori nel 2010 continua, ci auguriamo che il Governo italiano si occupi di questa fusione che è una delle operazioni di politica industriale più grande degli ultimi 20 anni”.

Rassicurazioni in questo senso sono arrivate anche dagli stessi Mike Manley e Carlos Tavares. Rispondendo ai cronisti della stampa internazionale, Manley ha insistito sul fatto che la grande maggioranza delle sinergie realizzate con le nozze tra i due gruppi “non riguarda il personale”. Da parte sua, Tavares ha insistito su un punto a suo avviso “molto importante”. E cioè che questa operazione “viene realizzata da due gruppi che sono in ottima forma”. “Non facciamo una fusione in un contesto di crisi o in una situazione difficile per le due compagnie”, ma perché “sappiamo” che servirà ad essere più forti rispetto alle sfide del futuro.  (Fonte: Ansa)