Fiat Pomigliano. Fiom: “Sciopero 8 ore il primo dei tre sabati di straordinario”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Febbraio 2015 14:28 | Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2015 14:28
Fiat Pomigliano. Fiom: "Sciopero 8 ore il primo dei tre sabati di straordinario"

Fiat Pomigliano. Fiom: “Sciopero 8 ore il primo dei tre sabati di straordinario”

ROMA – Fiat Pomigliano. Fiom: “Sciopero 8 ore il primo dei tre sabati di straordinario”. Otto ore di sciopero sono state proclamate dalla Fiom per il primo dei tre sabati di straordinario (14, 21 e 28 febbraio), comandati nello stabilimento Fiat Chrysler di Pomigliano d’Arco per far fronte ad un’aumento di richieste della Panda da consegnare entro fine mese.

I metalmeccanici della Cgil invitano i lavoratori a dimostrare che la solidarietà è un “valore che unisce, come dice anche Papa Francesco, quel poco abbiamo, che siamo, se condiviso diventa ricchezza”, aderendo allo sciopero. Secondo la Fiom i sabati di straordinario “non sono l’unica soluzione per fronteggiare l’impennata di richieste”, ed invitano l’azienda ad “istituire il terzo turno ed attivarlo quando lo richiede il mercato, permettendo anche a chi è in contratto di solidarietà di inserirsi nel ciclo produttivo”.

Michele De Palma, coordinatore Auto della Fiom, spiega che non si tratta di uno sciopero di natura politica o ideologica, ma di merito contrattuale. C’è una salita produttiva che richiede la produzione di più auto, anzichè chiedere straordinario per tre sabati consecutivi a lavoratori che hanno già ritmi sostenuti durante la settimana, noi abbiamo proposto un nuovo turno che chiami più persone al lavoro e consenta di rispondere più celermente alla domanda di mercato”.

La risposta Fim: “Sciopero Fiom brucia sacrifici lavoratori”. “Lo sciopero proclamato dalla Fiom non produce occupazione, né redditività, ma in questa fase brucia solo i sacrifici fatti dai lavoratori per difendere il sito produttivo di Pomigliano”, ha dichiarato il segretario generale della Fim Campania, Giuseppe Terracciano. “Mi sembra un comportamento senza senso, è come se volessimo avvelenare i pozzi d’acqua nel deserto. C’è talmente poco lavoro in Italia, e nel Sud in particolare”, aggiunge  Giovanni Sgambati, segretario generale della Uilm Campania.