Fiscal drag, tassa mascherata: 500 euro l’anno a famiglia

Pubblicato il 8 Marzo 2013 10:25 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2013 10:26
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Fiscal drag, tassa mascherata: 500 euro l’anno a famiglia

ROMA – Il fiscal drag impone alle famiglie una tassa da 500 euro l’anno: una tassa mascherata, silenziosa, effetto dell’inflazione sulla pressione fiscale. Lo denuncia la Cgil: paghiamo più tasse perché aumenta l’inflazione e non perché il reddito reale sia davvero aumentato. Con l’innalzarsi delle aliquote addizionali regionali e comunali, poi, l’aggravio  ha pesato, in media, per 500 euro l’anno in più per i single (pari al più 1,9 per cento) e 600 euro per i lavoratori con familiari a carico (2,3).

I risultati elaborati da Ires (Istituto Ricerche economiche della Cgil) e Cer (entro europeo ricerche) si riferiscono alla dinamica salariale dal 2001 a l 2013: in particolare, gli ultimi sei anni, fotografano questo scorretto scambio tra perdita di potere d’acquisto, aumento delle tasse e incasso aggiuntivo per le casse dello Stato, di ben 10 miliardi di euro.

Come funziona il fiscal drag (il termine inglese possiamo tradurlo con “drenaggio fiscale”)? Si tratta di un problema di mancata indicizzazione dei salari rispetto all’inflazione in un sistema fiscale progressivo. Succede che la crescita dei redditi nominali dovuta all’inflazione, e che quindi non corrisponde a un aumento dei redditi reali, provoca (se il sistema è progressivo, come in Italia) il passaggio di quote di reddito a scaglioni via via superiori, dove maggiore è l’aliquota fiscale.

La Cgil chiede la restituzione in busta paga, prima dell’estate, di una parte di questo prelievo. Susanna Camusso sostiene che lo può fare anche questo governo, magari detassando una mensilità, utilizzando a questo proposito i fondi recuperati dalla lotta all’evasione. Questa è una misura di emergenza, secondo la Cgil, lo Stato ha gli strumenti anche normativi per sanare la questione e neutralizzare l’effetto del fisca drag. Con un nuovo governo, allora sarà essenziale e urgente una “seria riforma fiscale”, più improntata all’equità e alla redistribuzione del carico fiscale, cioè alleggerirlo dalle spalle dei soliti noti, lavoratori e pensionati. Introducendo una patrimoniale.