Contenziosi: al Fisco piace la mediazione ma spesso è incostituzionale

Pubblicato il 10 Giugno 2013 12:33 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2013 12:34
Contenziosi: al Fisco piace la mediazione ma spesso è incostituzionale

Contenziosi: al Fisco piace la mediazione ma spesso è incostituzionale

ROMA – Fisco contenziosi: reclamo/mediazione e rischi di incostituzionalità. Se, da una parte, la mediazione tributaria ha raggiunto l’obiettivo di dimezzare nel 2012 le istanze esaminate con la giusta ambizione di alzare l’asticella evitando 7 liti su 10 nel 2013, dal’altra restano i rischi di incostituzionalità dell’istituto del reclamo/mediazione sollevati dai giudici tributari che si sono in diversi casi rimessi al giudizio della Consulta.

I giudici rilevano una riduzione delle tutele per il contribuente a proposito della parità dei diritti (sono ammesse alla mediazione solo le liti fino a 20 mila euro), dell’imparzialità della decisione (chi media fa parte dell’amministrazione tributaria, non sarebbe terzo rispetto ai contendenti), delle tutele inaccessibili, della durata del processo.

In particolare la tutela viene di fatto pregiudicata se, al momento, il ricorso è legata all’obbligo di istanza: decorsi i 90 giorni, senza accordo, il giudizio va in commissione tributaria, mentre le cartelle diventano esecutive trascorsi 60 giorni dalla notifica. Cioè: quando materialmente il contribuente può parlare con il giudice per chiedere la sospensione del pagamento, i termini  saranno già scaduti.