“Imu tassa legittima”. Tar dice no al Codacons

Pubblicato il 20 Marzo 2013 16:55 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2013 16:57

Imu, per il Tar del Lazio è una tassa legittima.

ROMA – L’Imu è una tassa legittima. E quindi resta, salvo decisione in senso contrario del governo che verrà. Il Tar del Lazio ha infatti dichiarato “inammissibile” il ricorso con il quale il Codacons sollecitava l’annullamento di tutti i provvedimenti che hanno introdotto l’Imu. Resta confermata quindi la legittimità dell’imposta. L’associazione di consumatori, però, annuncia che contro questa sentenza presenterà appello al Consiglio di Stato.

Alla base della sentenza della II sezione del Tar, l’assunto che i “contribuenti” non siano “consumatori” e, quindi, non possano essere rappresentati dal Codacons; ma anche che i singoli cittadini ricorrenti non abbiano spiegato bene come e perché siano stati lesi dall’Imu. Secondo il Tar, infatti, ”difetta in capo alla ricorrente associazione la legittimazione ad agire” – si legge nella sentenza – giacché la materia dell’istituzione, regolamentazione e disciplina dei tributi e’ ”afferente a un interesse non dei consumatori o degli utenti di un pubblico servizio, quanto dei contribuenti in generale”.

Anche il ricorso ‘collettivo’ dei consumatori è stato dichiarato inammissibile. ”Tutti i ricorrenti – scrivono i giudici – non allegano elementi sufficienti a comprovare” di essere legittimati a ricorrere; e poi ”gia’ la sola circostanza per cui le delibere comunali avversate recano ovvero possono recare determinazioni differenziate sulle aliquote applicate nei diversi Comuni, rende non ammissibile il ricorso”.

Per il Codacons ”si tratta di una decisione abnorme, considerato che il motivo principale di ricorso consisteva nella mancanza di equita’ di una imposta che grava soprattutto sulle categorie più deboli, in violazione del principio di progressività”.

”Cosa dovevano dimostrare i cittadini ricorrenti dal reddito bassissimo, se non di aver pagato l’Imu che ha gravato sulle loro tasche in maniera maggiore rispetto ai ceti più abbienti? – si domanda il presidente, Carlo Rienzi – Come spesso accade in casi del genere, i giudici non hanno avuto il coraggio di investire della questione la Corte costituzionale, ma hanno preferito lavarsene le mani come fece Ponzio Pilato, sacrificando Gesu’ (i cittadini) e salvando il ladrone Barabba (lo Stato)”.