Imu/Tasi, sconto casa figli “impossibile”. Comodati, limiti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Novembre 2015 9:08 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2015 9:08
Imu/Tasi, sconto casa figli "impossibile". Comodati, limiti

Imu/Tasi, sconto casa figli “impossibile”. Comodati, limiti

ROMA – Per i comodati gratuiti concessi a figli e genitori, è prevista l’esenzione da Imu e Tasi a patto che il che il contratto sia registrato, il comodante abbia utilizzato l’immobile come abitazione principale nel 2015 e non abbia altri immobili a uso abitativo di proprietà nel territorio italiano.

Per le case affittate a canone concordato, cioè gli affitti a prezzo calmierato nelle città ad alta tensione abitativa, è previsto uno sconto del 25% sulla somma di Imu e Tasi. In pratica, occorre calcolare l’imposte secondo le aliquote ordinarie previste  per questo tipo di immobile e ridurre il risultato di un quarto.

A proposito dei limiti dell’applicazione dello sconto sui comodati d’uso concessi a figli o genitori, si capisce come i severi criteri introdotti servano a scongiurare pratiche di elusione fiscale, magari mascherando per comodati seconde case al mare o in montagna.

Per com’è scritta, quindi, l’esenzione si applicherebbe solo alle case di chi esce dalla propria abitazione per darla a figli o genitori, e va ad abitare in affitto o comunque in un immobile non di sua proprietà: uno scenario, nei fatti, che sembra adattarsi quasi solo agli anziani lungodegenti.

[…] Resta il fatto, però, che il tentativo di contrastare le elusioni sembra essere andato un po’ oltre, fino a rendere praticamente impossibile applicare l’esenzione. Non solo: la manovra cancella la vecchia regola, che oggi permette di assimilare all’abitazione principale le case in comodato a figli o genitori purché l’Isee del nucleo famigliare del comodatario non superi i 15mila euro (oppure per la quota di imposta calcolata sulla rendita fino a 500 euro: la scelta sul parametro è del Comune).

Chi finora ha ottenuto lo sconto, quindi, nella maggior parte dei casi rischia di pagare dal 2016 Imu e Tasi in formula piena, come su tutte le seconde case. (Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore).