Movida, il sindaco potrà chiudere i locali troppo rumorosi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2014 14:34 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2014 14:36
Movida, il sindaco potrà chiudere i locali troppo rumorosi

Movida, il sindaco potrà chiudere i locali troppo rumorosi

ROMA – Niente più movida: il sindaco potrà infatti decidere gli orari di apertura e chiusura dei locali “qualora esigenze di sostenibilità ambientale o sociale rendano necessario limitare l’afflusso di pubblico in tali zone e orari”. Ma con ordinanze che hanno valenza di tre mesi (tanto basta ad ammazzare una stagione). È quanto previsto dalla proposta di legge sugli orari di apertura degli esercizi commerciali, approvata oggi alla Camera e che passa al Senato.

In una scheda dell’agenzia di stampa Public Policy sono riassunte le principali misure.

6 GIORNI OBBLIGATORI DI CHIUSURA, ALTRI 6 OPZIONALI Viene disposto che non ci siano per i negozi obblighi di orari, della mezza giornata di chiusura infrasettimanale e di chiusura domenicale e festiva, ad eccezione dei seguenti giorni: 1° gennaio, 6 gennaio, 25 aprile, la domenica di Pasqua, Pasquetta, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre. Si dispone però che “ciascun esercente l’attività di vendita al dettaglio” possa “liberamente derogare” dall’obbligo di 12 giorni fissi di chiusura “fino a un massimo di 6 giorni, dandone preventiva comunicazione al Comune competente per territorio” con tempistica e modalità “che verranno determinate con decreto del ministero dello Sviluppo economico da emanarsi, sentita l’Anci, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione”.

NO OBBLIGO CHIUSURA PER BAR E RISTORANTI L’obbligo di chiudere gli esercizi commerciali per almeno 6 giorni l’anno e quello di chiusura domenicale è escluso per “le attività di somministrazione di alimenti e bevande”, come bar, ristoranti ma anche alcuni tipi di supermercato, e poi per le categorie già esentate dalle liberalizzazioni di Bersani, come pasticcerie, fiorai, edicole, tabaccai, aree di servizio, librerie.

PER NEGOZI CHE APRONO, MULTE FINO A 12MILA EURO Gli esercizi commerciali che non rispettano l’obbligo di chiusura saranno puniti con una multa da 2mila a 12mila euro e, in caso di particolare gravità e recidiva (cioè la violazione per due volte in un anno), con la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da uno a dieci giorni.

IN LUOGHI MOVIDA RESTRIZIONE ORARI LOCALI OGNI 3 MESI Il sindaco di un Comune, “sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”, può decidere ma solo “per un periodo non superiore a tre mesi” e nelle zone “interessate da fenomeni di aggregazione notturna”, ovvero zone della movida, gli orari di apertura e chiusura di esercizi e attività commerciali “qualora esigenze di sostenibilità ambientale o sociale rendano necessario limitare l’afflusso di pubblico in tali zone e orari”.

FONDO PER MICROIMPRESE: 90 MLN DAL 2015 AL 2020 Viene istituito un Fondo per le microimprese in cui confluiscono 18 milioni di euro complessivi l’anno, di cui 15 milioni di euro dal 2015 al 2020 per i contributi per le spese sostenute per l’ampliamento dell’attività e per la dotazione di strumentazioni e 3 milioni dal 2015 per i contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione dovuti ai proprietari degli immobili, di proprietà sia pubblica sia privata e di contributi per l’acquisizione di servizi.

Il testo approvato è quello del Pdl, ma riassume le analoghe proposte presentate da M5s, Pd, Lega, FI e Ncd. Le multe per chi trasgredisce sono salatissime: da 2mila a 12mila euro e, in caso di particolare gravità o recidiva, è prevista la sospensione dell’esercizio da uno a dieci giorni.