Mutui, comprare casa è ancora più costoso: tassi in salita a gennaio (2,31%), l’anno scorso erano all’1,85%

di Dini Casali
Pubblicato il 12 marzo 2019 10:16 | Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2019 10:16
Mutui, comprare casa è ancora più costoso: tassi in salita a gennaio (2,31%), l'anno scorso erano all'1,85%

Mutui, comprare casa è ancora più costoso: tassi in salita a gennaio (2,31%), l’anno scorso erano all’1,85%

ROMA – A gennaio sono aumentati i tassi di interesse sui mutui per l’acquisto di una casa. In un anno i tassi medi sono passati dall’1,85% al 2,31% attuale: è il segno tangibile che la politica di erogazione dei prestiti da parte delle banche comincia a risentire del rialzo dello spread di oltre 100 punti in un anno, rialzo dovuto all’instabilità del settore del credito e all’incertezza legata alle politiche finanziarie del governo.

Una conferma statistica ovvia, se vogliamo, di quanto prudentemente sostenuto dall’ex ministro dell’Economia Padoan qualche tempo fa e cioè il rapporto diretto tra la crescita dello spread e quella dei tassi sui mutui, circostanza negata dal sottosegretario attuale Laura Castelli che riusciva a liquidare la questione con la formula di rito “questo lo dice Lei!”, ormai diventata un tormentone. 

Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,31%, in aumento dal 2,26% di dicembre. I tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo si sono attestati all’8,19%. 

A gennaio i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell’1% su base annua (1,9% a dicembre). Lo si legge nella pubblicazione ‘banche e moneta’ di Bankitalia. I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,6% (come nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dello 0,7% (erano aumentati dell’1,2% a dicembre). Le sofferenze bancarie sono diminuite del 32,5% su base annua (-33,2% a dicembre), per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione.

(fonte La Repubblica)