Le tasse mettono in fuga 27 mila barche. Ma si progettano nuovi porti

Pubblicato il 2 Marzo 2012 10:19 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2012 10:25

Il porto turistico di Fiumicino

ROMA – Sono già 27 mila i diportisti italiani che hanno portato le proprie barche all’estero per sfuggire alle nuove tasse, ma nel Lazio si continuano a costruire maxi approdi turistici. Con la primavera è prevista una grande ondata migratoria verso la Tunisia e altri porti più economici: costa meno prendere un volo aereo per raggiungere la barca all’estero che pagare le tasse di stazionamento. La corsa al risparmio confligge però con i business plan di chi realizza infrastrutture portuali.

Secondo le stime riportate dal Corriere della Sera, solo nel Lazio si calcola un fabbisogno di altri 15 mila approdi per rispondere a una domanda sempre più in fuga.

L’indagine “Incidenza della tassa di stazionamento sull’economia del mare” presentata al salone Big blu di Roma dice che “il 58% degli intervistati ritiene che la tassa colpirà negativamente un settore già provato dalla crisi economica in corso; il 76% ritiene che causerà la fuga dei diportisti italiani all’estero, con conseguenze negative sulle attività industriali, commerciali e turistiche correlate”.

Mentre una ricerca dell’Osservatorio nautico nazionale rivela che i fuggitivi al 31 gennaio sono già a quota 27 mila e “l’impatto sulle entrate dirette dello Stato è pari a una perdita di 104 milioni di euro. I posti di lavoro a rischio sono 8.900”.

Pessimi pronostici, ma la Capitale sembra ostinata a volersi riprendere la centralità nel Mediterraneo e i progetti di cementificazione della costa a Fiumicino, ma anche ad Ostia ed Anzio procedono imperterriti millantando una domanda di posti barca “virtuale”. La “Iniziative portuali” (concessionaria a Fiumicino) sottolinea che nel 2011 la sete di posti barca insoddisfatta ammonterebbe a 15.257 unità. La domanda sorge spontanea: “Saranno stati calcolati i diportisti in fuga? E quanto pesano sulle stime?”, si interroga il Corriere.

Il tutto in barba alla crisi, mentre sono paralizzati i cantieri del maxi porto turistico di Fiumicino, la cui prima pietra è stata posta a febbraio 2010. I costruttori confidano nei mercati dell’Est: la speranza è quella di attirare magnati russi desiderosi di attraccare la barca a due passi da Roma.