Pos obbligatorio, ma quando mai? Cancellate multe ai commercianti

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 4 Dicembre 2019 9:07 | Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre 2019 9:07
Pos obbligatorio nei negozi, ma quando mai? Cancellate multe ai commercianti

Pos obbligatorio, ma quando mai? Cancellate multe ai commercianti (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Pos obbligatorio è stato obbligatorio solo sui giornali e in televisione. Pos obbligatorio ha ballato solo per qualche settimana sulla vasta pedana delle chiacchiere. Pos obbligatorio per i commercianti in modo che chi voleva pagare in moneta elettronica potesse farlo, sempre. In modo che i pagamenti e gli incassi risultassero tracciabili e quindi in modo da asciugare un po’ la grande acqua corrente di pagamenti e incassi  cash, in banconote. In modo da provare l’efficacia dell’equazione meno contante meno evasione fiscale. Pos obbligatorio, ma quando mai?

La potenza dell’economia in nero, mascherata talvolta da libertà di pagare come ci pare, vestita da riluttanza dei commercianti allo Stato di polizia fiscale, agghindata come diritto fondamentale dell’umanità, è stata tale che il Pos obbligatorio è sparito, svanito. La politica, nella fattispecie il governo M5S-Pd, ha preso paura della sua stessa mezza idea ed ha cancellato l’emendamento che inseriva in legge di Bilancio il Pos obbligatorio. Di Maio ha fatto vanto della cancellazione: “Abbiamo mantenuto la promessa”.

Fermissima è infatti la posizione di Di Maio capo politico M5S contro l’evasione fiscale: galera addirittura. Ma solo per “i grandi evasori”. E chi sono i grandi evasori? Sempre qualcun altro. Ogni volta che si fa, si tenta un provvedimento di legge che ha obiettivi precisi anti evasione, sempre M5S scarta e dice: questo no, questi no, dobbiamo colpire i grandi evasori. Che ci siano ognun lo sa, chi siano di preciso M5S non lo dice mai. Le multinazionali, le banche, i grandi capitali…gente in carne e ossa che evade per M5S non c’è.

M5S è diciamo così la forza politica più genuinamente fanfarona contro l’evasione fiscale quanto comprensiva verso l’economia in nero. Ma sul mica facciamo davvero sono concordi tutti: da Salvini a Berlusconi ai suoi tempi alla Meloni. E la sinistra di Leu e il Pd e nella sostanza anche il riformista Renzi. Diciamo che è negli anni una ripetuta presa d’atto della forza economica, sociale, elettorale dell’economia in nero in Italia. Non si disturba il 10/15 per cento del Pil con un Pos, l’economia in nero non si tocca neanche con un Pos.

E quindi sparisce l’obbligo per i commercianti di avere disponibile per chi acquista un Pos. Spariscono ovviamente le insolenti relative multe e sanzioni. Era stato previsto l’insulto di trenta euro di multa per il commerciante renitente al Pos, insulto ricacciato in gola allo Stato predone fiscale. E la lotteria degli scontrini, cioè dei pagamenti non cash? La lotteria a premiare e promuovere il pagamento via Pos era figlia dell’obbligo di Pos. Rinviata da gennaio a luglio e forse per allora ce ne saremo e se ne saranno dimenticati.