Fca deve al Fisco più un miliardo di tasse arretrate. Sottostimò il valore dell’acquisto di Chrysler

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2019 10:08 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2019 10:08
Fca deve al Fisco più un miliardo di tasse arretrate. Sottostimò il valore dell'acquisto di Chrysler

La sede a Detroit di Fca (Ansa)

ROMA – Fca avrebbe sottovalutato il valore del suo business americano di 5,1 miliardi di euro (5,6 miliardi di dollari) al momento della sua acquisizione di Chrysler. E sarebbe quindi finita sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate. La notizia, anticipata da Bloomberg, è stata confermata da fonti qualificate e campeggia sulla prima pagina del Sole 24 Ore. Altre fonti vicine al dossier riferiscono che Fca potrebbe dover restituire 1,3 miliardi di dollari. 

Quanto valeva l’acquisizione di Chrysler?

Cioè la richiesta del Fisco italiano quale compensazione fiscale. L’Agenzia delle Entrate all’epoca aveva valutato Chrysler circa 12,5 miliardi di euro, mentre Fiat, seguendo le indicazioni dei suoi consulenti, aveva dichiarato un valore di 7,5 miliardi. Il debutto di Fiat-Chrysler a Wall Street fece registrare un valore di mercato di circa 8,3 miliardi di euro. Senza però includere Ferrari (prima dello spin-off) e la multinazionale della componentistica Magneti Marelli.

La valutazione del valore di mercato, dal punto di vista fiscale, era presupposto inevitabile per consentire al Fisco di stimare l’entità della “exit tax” al momento del cambio di sede legale che il nuovo gruppo Fca spostò da Torino ad Amsterdam.

“L’Italia all’epoca – segnala Il Sole 24 Ore – aveva una aliquota di imposta di circa il 27,5%. Per cui Fca rischia ora di dover pagare arretrati al fisco italiano per circa 1,3 miliardi di euro, anche se i negoziati con l’Agenzia delle Entrate potrebbero ridurre in maniera significativa la cifra per chiudere il contenzioso”. Alla Borsa di Milano Fca attualmente perde lo 0,76%. 

Fca: “Otterremo una sostanziale riduzione degli importi”

“Non condividiamo affatto le considerazioni contenute in questa relazione preliminare – si legge in una nota di Fca -. E abbiamo fiducia nel fatto che otterremo una sostanziale riduzione dei relativi importi. Va inoltre rilevato che qualsivoglia plusvalenza tassabile che fosse accertata sarebbe compensata da perdite pregresse. Senza alcun significativo esborso di liquidità o conseguenza sui risultati”. (fonti Bloomberg, Sole 24 Ore)