Redditometro batte privacy. Lo dice il Tribunale di Napoli. Per ora

Pubblicato il 31 Luglio 2013 6:00 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2013 17:52
Redditometro batte privacy. Lo dice il Tribunale di Napoli. Per ora

Redditometro batte privacy. Un round ad Attilio Befera (foto) direttore dell’Agenzia delle Entrate

ROMA – Redditometro batte privacy. Lo dice il Tribunale di Napoli. Per ora. Il rispetto della privacy non blocca l’azione del redditometro: il Tribunale di Napoli ha revocato la sospensione del procedimento della Agenzia delle Entrate nei confronti di un pensionato decisa a febbraio dalla sede distaccata di Pozzuoli. Il problema è procedurale, nel senso che era sbagliato il ricorso in via d’urgenza e soprattutto, se la violazione è relativa alla riservatezza va discussa con il rito del lavoro. Cos’è successo? Il pensionato in questione, Giuseppe Follero, interessato da un accertamento da redditometro, fece ricorso d’urgenza alla sede distaccata del Tribunale di Napoli a Pozzuoli che subito lo accolse. Il Tribunale ordinò quindi all’Agenzia delle Entrate di non “intraprendere alcuna ricognizione, archiviazione o comunque attività di conoscenza o di utilizzo dei dati” a proposito delle alle spese personali del Follero medesimo, di “cessarla se iniziata” e di “distruggere tutti i relativi archivi” se già esistenti.

Questo perché veniva riconosciuta l’invasività del trattamento riservato al pensionato dalla Agenzia delle Entrate che, conoscendo ogni singolo aspetto della sua esistenza quotidiana, pregiudicava “non solo la riservatezza, ma la stessa libertà individuale come potenzialità di autodeterminazione”. Ora la sentenza del Tribunale che annulla quel provvedimento (è inappellabile) ribalta la situazione e dà ragione all’Agenzia delle Entrate. E’ finita qui, rispetto al redditometro? Per adesso va segnalata la vittoria di Attilio Befera, ma leggendo il dispositivo si comprende come la questione rimanga aperta. Lo segnala il Sole 24 Ore, perché il Tribunale ha deliberato solo rispetto alle procedure per veder assicurato il proprio diritto alla privacy (come, dove, quando ricorrere). Lo stesso Tribunale di Napoli riconosce che “un diverso inquadramento della fattispecie in esame” aprirebbe scenari molto complessi.  Insomma sulla guerra tra contribuente e Fisco non è stata scritta la parola definitiva.