Ricalcolo della pensione, come funziona

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Dicembre 2015 15:00 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2015 15:00
Ricalcolo della pensione, come funziona

(Foto d’archivio)

ROMA – Ricalcolo della pensione: quando un pensionato può far valere altri contributi oltre a quelli inclusi nel calcolo della pensione dopo la liquidazione del trattamento ha diritto al ricalcolo dell’assegno. Ma come avviene?

Innanzitutto, spiega Noemi Secci sul sito La legge uguale per tutti, l’accredito della nuova contribuzione può avvenire attraverso un supplemento di pensione (nel caso in cui i contributi in aggiunta siano successivi alla prestazione), attraverso la ricostituzione della pensione (nel caso in cui la contribuzione sia precedente).

SUPPLEMENTO DI PENSIONE – I contributi versati dopo che il lavoratore è andato in pensione possono essere usati per liquidare un supplemento dell’assegno, sotto forma di aggiunta alla pensione proporzionata all’ammontare della contribuzione.

Spiega Noemi Secci:

“Questo, ad esempio, può capitare quando il pensionato continui l’attività lavorativa precedente, o ne inizi una nuova, per la quale sia obbligato a versare i contributi. Il supplemento può essere richiesto dopo 5 anni dalla data di decorrenza della pensione o di un precedente supplemento. Qualora, però, l’interessato abbia già compiuto l’età per la pensione di vecchiaia, potrà richiedere il supplemento dopo 2 anni, ma per una sola volta. Il supplemento può essere richiesto anche da chi percepisce la pensione a carico del Fpld (Fondo pensione lavoratori dipendenti), qualora, dopo aver cessato il rapporto da lavoro dipendente, abbia iniziato un’attività autonoma per la quale è obbligato al versamento dei contributi”.

Il supplemento di pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda. Se vengono versati contributi aggiuntivi e il pensionato muore prima di poter ottenere il supplemento questo va alla pensione superstiti.

CALCOLO DEL SUPPLEMENTO PENSIONE – Viene calcolato con gli stessi criteri per le pensioni: si considerano retribuzione e contributi accreditati tra la data di decorrenza del trattamento e quella del supplemento da liquidare.

Il supplemento si somma anche alla pensione liquidata in base all’anzianità contributiva massima. Spiega Noemi Secci:

“se, però, il trattamento preesistente è integrato al minimo, e, sommando la pensione non integrata ed il supplemento, questo viene interamente assorbito, la pensione rimane ferma al trattamento minimo; se è superiore, l’ incremento della prestazione risulterà pari alla differenza tra il supplemento e l’integrazione”.

PENSIONE SUPPLEMENTARE – Da non confondersi con il supplemento di pensione. Si tratta di una prestazione che si ottiene quando il lavoratore ha delle contribuzioni versate in gestioni diverse e non ha potuto accedere al cumulo, alla totalizzazione o alla ricongiunzione, e non ha diritto ad una autonoma pensione nella seconda gestione. In questi casi l’Inps liquida una prestazione supplementare che si aggiunge alla pensione principale.

RICOSTITUZIONE DELLA PENSIONE – Quando un lavoratore acquisisce in un secondo momento dei contributi pregressi o quando questi gli vengono riconosciuti dopo la data di liquidazione della pensione la pensione può essere integrata attraverso la ricostituzione o la riliquidazione.

Può attivare la ricostituzione della pensione direttamente il lavoratore o l’Ente previdenziale, quando i contributi sono accreditati d’ufficio sul conto dell’assicurato.

Spiega Noemi Secci:

“La domanda di ricostituzione non ha un termine di decadenza, ma i ratei si prescrivono in 10 anni. La ricostituzione può dar luogo anche a una riliquidazione in negativo: è il caso dell’annullamento di contribuzione, o del riconoscimento di indebiti”.

RICALCOLO DELLA PENSIONE – Nel caso di ricostituzione della pensione l’importo viene ricalcolato tenendo conto della nuova situazione. Spiega Noemi Secci:

“In base alla riliquidazione, la decorrenza della pensione può essere spostata:

– a una data precedente (per possesso di contribuzione aggiuntiva che comporti una maturazione anteriore del diritto);

– a una data successiva (ad esempio, per l’annullamento di contributi accreditati).

In altri casi la ricostituzione può avere effetti con decorrenza successiva a quella della prestazione, come avviene per i riscatti attivati dopo la liquidazione della pensione.
Se la riliquidazione comporta un aumento, al beneficiario spetteranno gli arretrati dalla data dell’efficacia della ricostituzione a quella del pagamento del nuovo importo.

Se, invece, dalla riliquidazione deriva un debito , la prestazione ricalcolata è messa in pagamento per il suo esatto ammontare, e le somme indebitamente pagate sono recuperate a rate, o in un’unica soluzione, a seconda dell’importo dovuto.

Sulle somme da recuperare non spettano gli interessi, a meno che l’indebito sia stato determinato dal dolo del pensionato.

REVOCA DELLA PENSIONE – Se viene appurato che i versamenti di contributi sono insufficienti per la liquidazione del trattamento l’Inps provvede alla revoca della pensione: in questo caso l’Ente previdenziale dovrà attivare le procedure per recuperare il credito, soggetto alla prescrizione ordinaria decennale ma non rilevabile d’ufficio.