Salva-banche, 130mila “esodati” risparmio: tutela a 30mila€?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 9:26 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 9:28
Banche, 130mila "esodati" risparmio: tutela fino a 30mila €?

Banche, 130mila “esodati” risparmio: tutela fino a 30mila €?

ROMA – Il decreto legge salva banche finisce direttamente in manovra. Il testo depositato in commissione Bilancio alla Camera ricalca il provvedimento approvato dieci giorni fa dal Consiglio dei ministri ma il governo ha già fatto sapere di essere pronto a qualche modifica: da una parte, si punta a tutelare gli investitori più deboli, che con l’azzeramento dei bond subordinati dei 4 istituti bancari ci avrebbero rimesso i risparmi di una vita e, dall’altra, si lavora a sconti fiscali per le stesse banche (Banca delle Marche, Popolare Etruria, CariFerrara e CariChieti).

A essere coinvolti sono oltre 130mila persone (“esodati” del risparmio li chiama l’Huffington Post alludendo all’assenza di salvaguardie per la loro posizione dopo il salvataggio) e tra le ipotesi intorno a cui si starebbe lavorando c’è quella di fissare un tetto seppure basso (inferiore ai 30mila euro) sotto il quale questi piccolissimi investitori sarebbero garantiti in qualche modo. Il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, ha avanzato anche l’ipotesi di un credito d’imposta del 26% da scomputare sull’Irpef per compensare almeno in parte le minusvalenze maturate nel contesto della risoluzione bancaria. Per gli incapienti si potrebbe ipotizzare un rimborso.

La soluzione non è comunque ancora a portata di mano, tanto che se il viceministro all’Economia Enrico Morando in sintonia con Palazzo Chigi ha detto che il governo è pronto a “verificare la possibilità che siano messe in atto misure in grado di ridurre gli effetti negativi del processo di risoluzione sulla componente socialmente più debole degli investitori coinvolti”, il titolare del Tesoro Pier Carlo Padoan ha evidenziato come proprio l’azzeramento dei bond subordinati sia una richiesta che arriva dalla Ue.

Dunque, per il Mef “ineludibile”. Ora si tratterà di vedere quali proposte avanzeranno i gruppi parlamentari: il termine per i subemendamenti è fissato per venerdì e se il governo fosse in grado di fare una sintesi rapidamente, proprio il capitolo banche potrebbe essere tra i primi a essere votato in commissione, dove i lavori entrano nel vivo a partire da domenica pomeriggio.

Ad ascoltare il M5S l’esame sarà però movimentato: “Il governo – dicono i pentastellati – sta distruggendo la vita delle persone oneste”. Per Forza Italia si tratta addirittura di norme “anticostituzionali” mentre preoccupazione, anche se per tutt’altre ragioni, viene espressa anche da uno dei relatori alla legge di Stabilità, Paolo Tancredi: “Bisogna stare attenti che non si crei un precedente – dice – che generi un diritto soggettivo che possa essere poi rivendicato anche al di fuori del mondo bancario”.

I gruppi parlamentari sono comunque chiamati a dire la loro a breve: il termine per i subemendamenti è fissato per venerdì e proprio il capitolo banche potrebbe essere tra i primi a essere esaminato e votato in commissione, dove i lavori entrano nel vivo a partire da domenica pomeriggio. “Sono certo – dice il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia – che arriveranno suggerimenti di buon senso”.