Sindacati contro industriali: chiudete le fabbriche o sciopero. Confindustria: “Perdiamo 100 mld al mese”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Marzo 2020 13:30 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2020 13:43
Sindacati contro industriali: chiudete le fabbriche o sciopero. Confindustria: "Perdiamo 100 mld al mese"

I leader di Cgil, Cisl e Uil (Ansa)

ROMA – Mercoledì sciopero metalmeccanici lombardi. Poi è arrivato l’annuncio della chimica lombarda. Stamattina hanno incrociato le braccia i lavoratori del settore aerospazio, Leonardo, Ge Avio, Fata Logistic System, Lgs, Vitrociset, MBDA, DEMA, CAM e DAR. E del resto i sindacati confederati l’avevano detto chiaro ieri: le fabbriche dei settori non essenziali devono chiudere, altrimenti avrebbero messo in campo “tutte le iniziative di lotta e di mobilitazione fino alla proclamazione dello sciopero”.

Al momento Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro urgente con il Mise per correggere la lista delle attività produttive definite essenziali. Dalla maggioranza di governo (praticamente tutto lo stato maggiore Pd) la parola d’ordine è smussare i toni e d evitare ad ogni costo lo scontro con i sindacati. Che aspettano segnali. Poco dopo l’annuncio dello sciopero, il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, ha precisato che si sta ancora discutendo sullo stop e sulle modalità di attuazione.

Boccia, Confindustria: “Perdiamo 100 mld al mese”

La salute dei lavoratori prima di tutto o sciopero, sostengono i sindacati all’unisono. Gli industriali tuttavia non si capacitano, perché – sostiene il capo di Confindustria Vincenzo Boccia – le ultime misure approntate ieri dal governo sono addirittura più restrittive. Cioè prevedono più chiusure delle attività di quanto concordato dai sindacati stessi con il Governo sabato scorso. 

Boccia non può non ricordare i numeri, la dimensione, delle enormi perdite che attendono l’economia del nord e lo scenario nazionale davvero post-bellico che si annuncia. “Con questo decreto si pone una questione che dall’emergenza economica ci fa entrare nell’economia di guerra”, avverte il presidente di Confindustria (intervista a Radio Capital). Dopo lo stop a tutte le attività economiche non essenziali,  “il 70% del tessuto produttivo italiano chiuderà. Se il Pil è di 1800 miliardi all’anno vuol dire che produciamo 150 miliardi al mese, se chiudiamo il 70% delle attività vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni 30 giorni”. (fonti Ansa, Radio Capital)