Scontrini fiscali, 1 su 3 “salta”, cittadini denunciano al 117. 4 su 10 anonimi

Pubblicato il 17 Dicembre 2012 10:27 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2012 10:31
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Scontrini fiscali: 1 su 3 “salta” ma il cittadino intasa il 117 per denunciare l’evasione

ROMA – Fisco. Irregolare uno scontrino su tre, secondo il bilancio della Guardia di Finanza: ma i cittadini corrono ai ripari, intasando il centralino del 117 per denunciare i negozianti furbi che non emettono alcun tipo di ricevuta. Le segnalazioni in Campania e Toscana sono aumentate del 140%. Da gennaio a novembre le chiamate hanno toccato in tutta Italia quasi quota 60 mila. Un dato enorme, a conferma che il clima di rassegnazione generale è mutato in un sentimento di indignazione attiva: dato numericamente esplosivo se paragonato alle 26 mila chiamate ricevute nello stesso periodo del 2010 e alle 32 mila di un anno fa. Rispetto a quest’ultimo dato l’aumento è dell’80 per cento.

Dal punto di vista dei controlli, spiccano i 7500 evasori totali scoperti dalla Guardia di Finanza. Stesso numero del 2011 ma con importi recuperati molto più significativi: i redditi sottratti al fisco sono saliti da 21 miliardi di euro a ben 28 miliardi. Cui vanno aggiunti 600 milioni di Iva evasa attraverso le “frodi carosello”:  “truffe al fisco realizzate con il coinvolgimento di altri Paesi comunitari e la costituzione di società cartiere, cioè scatole vuote prive di reale struttura operativa e create con l’unico scopo di emettere fatture false”.

I denunciati sono stati oltre 10.000, gli arrestati 150. Le denunce per frode fiscale e riciclaggio sono state 375, mentre le segnalazioni all’Agenzia delle Entrate hanno riguardato oltre 170 milioni di euro di basi imponibili sottratte all’imposizione fiscale. Il valore accertato per il riciclaggio è pari a 200 milioni di euro. Il rovescio della medaglia arriva però con il “recupero” delle somme. Perché i finanzieri individuano i patrimoni e ottengono il sequestro dei beni, ma l’effettivo rientro del capitale nelle casse dello Stato è troppo spesso aleatorio. Ammonta a 2 miliardi e 300 milioni il valore dei “sigilli”, ma finora soltanto 900 milioni di euro sono stati effettivamente incassati.

Comunque, il saldo dell’evasione 2012 presenta un buco da 41 miliardi, maggiore dell’ultima manovra finanziaria. 28 miliardi non dichiarati e 13 miliardi emigrati clandestinamente. A fronte di questa piaga, il cittadino si organizza, inizia a considerare la questione prioritaria e non più differibile. Ma la corsa alla denuncia al 117 sconta ancora una non piena assunzione di responsabilità. 4 chiamate su 10 restano anonime e quindi praticamente inutili: le loro indicazioni non possono essere inserite nei tabulati per l’incrocio dei dati che inchioda l’evasore.

“Le segnalazioni anonime non possono essere utilizzate per l’avvio di procedimenti di contestazione di violazioni amministrative – ricorda il colonnello Dell’Agli – pertanto, è importante che il segnalante fornisca i propri dati anagrafici, che verranno trattati nel rispetto della normativa della privacy. Tutte le segnalazioni che arrivano al 117, comunque, sono informazioni che alimentano il patrimonio informativo del Corpo e permettono successive attività di approfondimento e analisi dei dati acquisiti”. La regione con il più basso tasso di chiamate anonime è la Sardegna: appena l’11% (524 su 4771 da gennaio a novembre).