Sergio Marchionne è morto a 66 anni, addio all’uomo che salvò la Fiat

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 luglio 2018 11:28 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2018 11:48
Sergio Marchionne è morto a 66 anni, addio all'uomo che salvò la Fiat

Sergio Marchionne è morto a 66 anni, addio all’uomo che salvò la Fiat (Foto Ansa)

ZURIGO – Sergio Marchionne è morto oggi, 25 luglio, nell’ospedale universitario di Zurigo in cui era ricoverato in terapia intensiva da settimane, in coma irreversibile.

Il manager, per 14 anni amministratore delegato di Fiat-Chrysler, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] dopo l’intervento alla spalla subito il 28 giugno, aveva avuto complicazioni gravissime che lo avevano costretto in coma irreversibile a partire da venerdì.

Per questo sabato 21 luglio era stata decisa una accelerazione sulla successione ai vertici del gruppo Fca, che aveva visto l’ascesa dei britannici Mike Manley, subentrato a Marchionne come amministratore delegato, e Louis Carey Camilleri, passato a capo di Ferrari, con John Elkann presidente di entrambe le aziende. Per 14 anni Marchionne aveva guidato Fca. Il suo mandato sarebbe dovuto scadere nell’aprile del 2019, fino all’annuncio improvviso di sabato scorso.

Nato a Chieti nel 1952, con doppia nazionalità italiana e canadese, e due figli, Marchionne era diventato amministratore delegato di Fiat nel 2004, alla morte di Umberto Agnelli, al posto di Giuseppe Morchio. L’azienda allora era vicina al fallimento, rimasta a galla anche grazie al prestito convertendo concesso da una cordata di banche: il bilancio 2003 presentava un rosso di 2 miliardi e una perdita operativa di 500 milioni. Il manager in pullover nero, arrivato dalla società svizzera Sgs ma sconosciuto alla maggior parte degli italiani, ha trasformato la Fiat in un gruppo globale.

I primi passi furono lo scioglimento della joint venture con Gm e la conversione del prestito bancario, mentre non andò in porto il tentativo di rilevare la tedesca Opel. Il grande salto con l’acquisto di Chrysler avvenne nel 2009, grazie anche all’ottimo rapporto con il presidente americano Barack Obama, che permise al gruppo di piazzarsi al settimo posto tra i costruttori mondiali di auto.

Marchionne portò poi a termine gli spin off di Cnh Industrial e Ferrari, operazioni che spingono la capitalizzazione di Fca vicino ai 56 miliardi. Più recente il piano di rilancio dell’Alfa Romeo, di cui ha fatto parte anche la scelta di portare il Biscione in Formula Uno e la nascita del polo del lusso con Maserati.

Tre lauree e un master in business administration, Marchionne è stato anche l’uomo della “rottura” nel campo delle relazioni industriali, con la disdetta nell’aprile del 2010 del contratto nazionale e la richiesta ai sindacati di una serie di concessioni per investire a Pomigliano nella produzione della nuova Panda. E’ stato quello l’inizio del lungo duello con la Fiom, tra fabbriche e tribunali, mentre a fine 2011 è arrivata la decisione di Fiat di uscire da Confindustria.