Svecchiare l’Italia da una burocrazia arrugginita primo compito della politica: il must di una donna imprenditrice

di Orietta Malvisi Moretti
Pubblicato il 2 Maggio 2021 15:06 | Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2021 15:30
Svecchiare l'Italia da una burocrazia arrugginita primo compito della politica: il must di una donna imprenditrice

Svecchiare l’Italia da una burocrazia arrugginita primo compito della politica: il must di una donna imprenditrice

“Una burocrazia eccessiva e arrugginita opprime l’Italia:  liberarcene è il primo, inderogabile, compito della politica”. Per la serie DONNE D’IMPRESA, parla il Cavaliere del lavoro Marta Ghezzi, Presidente di Ghezzi Alimentari SpA

L’interesse al food è sempre stato nella famiglia Ghezzi: cominciò con il nonno Dante che si interessò ai generi alimentari e successivamente, con il padre Vittorio Garibaldo insieme al fratello, ci fu un notevole impulso alla attività con la scelta di specializzarsi nell’ittico.

E’ stata presidente di AIDDA TOSCANA, del Rotary Club di Fiesole e membro della Accademia Italiana della Cucina. Nel 2013 è stata nominata Cavaliere del Lavoro dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La sua azienda a Vinci,  Ghezzi Alimentari spa,  nonostante tutto non si è mai fermata neppure in questi tempi di CoronaVirus.

L’azienda commercializza pesce conservato, dal tonno alla acciughe alla aringhe fino a baccalà e stoccafisso.

Sempre alla ricerca di cibi tradizionali, unisce esperienza e innovazione che sono da sempre il motto di Marta Ghezzi. Perché a suo avviso l’attenzione verso i mutamenti delle abitudini alimentari, dei mercati e della società in genere deve rimanere una costante dell’azienda. La famiglia Ghezzi ha sempre favorito il trasferimento di generazione in generazione dell’esperienza acquisita in quasi un secolo di attività nel settore ittico conserviero.

Oggi la Ghezzi Alimentari Spa, che dà lavoro a circa 40 dipendenti, rimane consapevole che i prodotti tipici sono sempre più ricercati. E che le produzioni eccellenti si trovano laddove il pescato è migliore. Per questo ha costruito una rete di partner in Italia e all’estero in virtù della quale, grazie anche alle nuove tecnologie, è in grado di operare come un’unica entità.

Il settore produttivo dell’azienda si basa sulle antiche tecniche di lavorazione del pesce combinate a nuove tecnologie, essendo stata la prima azienda ad introdurre in Italia l’High Pressure Processing per rendere il prodotto più salutare e durevole. Due fattori, questi, che permettono di offrire al consumatore moderno prodotti tipici e genuini nel rispetto della tradizione. La chiamiamo a casa, dove sta riprendendosi dal Coronavirus, che l’ha colpita da vicino e personalmente. Nonostante il forzato isolamento a casa, riconosciamo dalle sue risposte la donna decisa e indomita di sempre.

Come sta affrontando questo periodo così duro per la troppa burocrazia?

Contrariamente a quanto pensavo non sono stati momenti facili per la nostra azienda. Sanificazioni continue, protezione dal contagio per i dipendenti. E molti dei nostri clienti, ristoranti, “piazzaioli” etc., chiusi. Bisogna stare loro vicini ed aiutarli a riprendere le loro attività. Svecchiare questo paese da una burocrazia eccessiva e arrugginita è il primo, inderogabile, compito della politica.

Due figli lontani non lavorano con lei in azienda perché operano nel mondo finanziario, uno a New York e l’altro a Londra. Neanche sua figlia condivide con lei l’impegno nell’azienda di famiglia e questo non alleggerisce il suo compito.

Domiciliata ad Empoli vive nella piccola e pittoresca Vinci del grande Leonardo, ma spesso è a Firenze nei circoli esclusivi e nei club rotariani  per parlare del suo lavoro. In tempi di festa sulle più belle tavole di Natale non mancano mai le sue squisite confezioni di tonno, infiocchettato per l’occasione. È il “tonno rosso da corsa” pescato nella stagione dell’amore quando nuota veloce dai  freddi oceani al più tiepido Mediterraneo alla ricerca dell’amata, carico di ormoni e OMEGA 3. Da anni presente alle cene de “L’Accademia della Cucina”, Marta riesce anche ad essere una vera super nonna volando tra Firenze, New York e Londra per andare a trovare i nipotini.

Una specie di Mary Poppins, Cavaliere del Lavoro che ha ereditato con i famigliari l’azienda che esiste da ben quasi cento anni.

I suoi progetti futuri e la troppa burocrazia

Togliere la mascherina anti Coronavirus prima di tutto e poi?  Quali sono le sue riflessioni sul suo settore in questo delicato e difficile periodo che coinvolge la nostra economia italiana?

Tolta la mascherina per prima andrò a trovare i miei nipoti all’estero. Ritengo poi che per la nostra azienda sia necessario operare su più fronti. Quello tradizionale dove il nostro aiuto a ‘svecchiare’ alcune tipologie di prodotti potrebbe stimolare ad una maggiore vendita. Al contempo, con le nostre eccellenze ittiche, potremmo pensare di raggiungere una platea più grande di consumatori con vendite online. Le sfide di questa era tecnologica sono molteplici ma dovranno essere interpretate anche come una risorsa per poter rimanere sempre sulla ‘cresta dell’onda’.

Alcune mie carissime amiche mi chiedono se non mi dispiaccia che i miei figli siano all’estero e non in azienda con me. Sinceramente rispondo di no. Perché la Ghezzi Alimentari è sempre comunque qui a Vinci. Ma niente è meglio che prepararsi alla vita con le proprie forze. Solo con l’esperienza diretta e la conoscenza del mondo che ci circonda ci si può riuscire. Ma soprattutto nella massima… libertà. Ripeto, LIBERTÀ!