Tasse: autonomi 15% fino a 65 mila reddito, dipendenti il doppio. C’è popolo e popolo…

di Riccardo Galli
Pubblicato il 1 ottobre 2018 8:55 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2018 8:55
Tasse Italia: autonomi 15% fino a 65 mila reddito, dipendenti il doppio. C'è popolo e popolo...

Tasse: autonomi 15% fino a 65 mila reddito, dipendenti il doppio. C’è popolo e popolo… (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Tasse: nella “Manovra del Popolo” c’è per i lavoratori autonomi un forfait. Forfait sulla cifra di tasse da pagare. Eccolo: 15 per cento di tasse per i redditi (dichiarati) fino a 65 mila euro annui. Il lavoratore autonomo in Italia pagherà 15 per cento fino a 65 mila di reddito. A pari reddito il lavoratore dipendente in Italia pagava, paga e pagherà il doppio, come da immutate aliquote Irpef.

Non cambia al crescere del reddito: il lavoratore autonomo nella “Manovra del Popolo” pagherà di tasse, tutte le tasse nessuna esclusa, un forfait del 20 per cento per redditi fino a centomila euro annui. Con eguale reddito il lavoratore dipendente pagava, paga e continuerà a pagare il doppio.

Sempre la “Manovra del Popolo” è quella che indica al lavoratore autonomo dove deve smettere, assolutamente smettere di fatturare. Sopra i centomila non ci sono più forfait e matematicamente se un lavoratore autonomo fattura sopra i centomila ci va a rimettere. A meno che non incassi almeno 50 mila in più di quota centomila euro. Non occorre essere maligni per dedurne che nessuno fatturerà più, se non sotto tortura, sopra i centomila euro. Centomila euro, qui scompare fattura Iva per incentivo chiaro e netto della “manovra del Popolo”.

Evidentemente c’è popolo e popolo…Nella “manovra del Popolo” popolo buono e giusto è quello che vuole andare in pensione. I pensionati sono buoni (non tutti), i pensionandi meglio. Mezzo milione di pensionandi che diventano pensionati è per Salvini popolo buono. Popolo è chi vuole andare in pensione.

Popolo buono è anche chi dichiara di non avere reddito. Riceveranno 780 euro di Stato al mese. A verificare che davvero non abbiano reddito quelli che chiedono reddito di cittadinanza e a fare in modo che i percettori di reddito di cittadinanza cerchino un lavoro e ad un lavoro si formino penseranno i Centri per l’Impiego. Quei Centri, gli stessi, così utili ed efficienti che in Italia ben il 2,4 per cento di coloro che trovano un lavoro l’hanno trovato tramite e grazie a loro. Una garanzia che il reddito di cittadinanza andrà solo ai veramente bisognosi e volenterosi. Popolo buono è, garantisce Di Maio, chi chiede 780 al mese di Stato.

Popolo buono è anche quello che si è dimenticato di pagare tasse negli anni passati. Col popolo buono sarà fatta Pace Fiscale, insomma sconto, forfait, condono.

In generale e per principio nella “Manovra del Popolo” il popolo più buono e meritevole di tutti è quello che sta per lasciare il lavoro o non lavora, sta per smettere o non produce ricchezza. Con questo popolo  la “manovra del Popolo” è compassionevole e generosa. Comprensiva è la “Manovra del Popolo” con quella parte dl popolo che, lavorando e producendo ricchezza, eludono o evadono il fisco. Al contrario nella “Manovra del Popolo” per l’altro popolo, quello meno buono, quello che lavora, magari lavoro dipendente, magari lavoro dipendente a tempo determinato, magari se ha 30 no 40 anni e in pensione non può andarci…

Per questo altro popolo nella “Manovra del Popolo” non c’è niente. O meglio, qualcosa c’è: ci sono i 100 mila euro a testa come quota pro capite di debito pubblico. Qui si arriva con deficit 2,4 per cento per tre anni di fila. Si arriva a quota centomila euro di debito per i 23 milioni di italiani che lavorano. C’è popolo e popolo…