Tasse su imprese: Italia 59,1%, mondo 40,5%, Europa 38,9%

di Riccardo Galli
Pubblicato il 27 Novembre 2019 9:21 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2019 9:21
Tasse su imprese: tra Tfr e tutto il resto Italia 59,1%, mondo 40,5%, Europa 38,9%

Tasse su imprese: Italia 59,1%, mondo 40,5%, Europa 38,9% (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Tasse su imprese, quanto fa? Secondo i calcoli della Banca Mondiale (Paying Taxes 2020) in Italia fa 59,1 per cento del fatturato. Calcolo non solo delle tasse e imposte in senso stretto, si calcolano anche i costi che si sostengono per pagarle le tasse e le imposte e si calcola il tempo che ci vuole per farlo e la forza lavoro impiegata per farlo. E si calcolano ancora i tempi necessari per ottenere i rimborsi Iva od equivalenti. Alla fine il risultato è tosto assai per chi fa impresa in Italia, fa appunto 59,1 per cento.

Tasse su imprese 59,1 per cento mette l’Italia al posto 128 su 190 nel mondo e il raffronto col resto del mondo e d’Europa è impietoso. Però occorre avvertire che in quel 59,1 per cento è conteggiato anche il Trattamento di fine rapporto, il Tfr, la liquidazione che è quasi una specialità italiana. Alle aziende costa il Tfr un 8,6 per cento di quel 59,1 che se ne va in tasse e affini. Quindi forse per fare paragoni corretto occorrerebbe dire Italia tasse su imprese 50, 5 per cento.

Il che resta sempre un botto, una caterva di tasse sulle imprese, quindi sul lavoro. Nel mondo la media della tassazione sull’impresa calcolata secondo gli stessi parametri è del 40,5 per cento. Dieci o diciannove punti (con o senza Tfr) in meno di quanto è in Italia. In Europa poi…la tassazione media sulle imprese è del 38,9 per cento. Quindi l’Italia ha un gap fiscale ancora maggiore rispetto alle concorrenti economie continentali. Le aziende italiane camminano con addosso il peso di tasse più pesanti per 15/20 punti percentuali.

Così è da molto tempo ma come è andata nel 2018, quando hanno cominciato in Italia a governare gli ammazza tasse, cioè la Lega e M5S? E’ andata peggio: nel 2018 l’Italia ha guadagnato nella classifica di chi ha le tasse più pesanti 12 posizioni, era al posto 116 su 190, è salita (scesa) al posto 128. Smontare la politica del governo precedente ha avuto un costo anche fiscale per le imprese, soprattutto su incentivo (ideologico) di M5S che al sistema imprese guarda sempre con diffidenza.

Ma far pagare imposte alle imprese e al lavoro per finanziare la spesa pubblica è politica antica, molto antica. La praticava già la Dc, era già politica economica dei governo di pentapartito, partiti che non esistono più ma la scelta fiscale di fondo permane. A destra, a sinistra, al centro, nei populisti, nei sovranisti, nei riformisti, negli europeisti, ovunque…La scelta, anzi la somma delle scelte fiscali, il sovrapporsi e consolidarsi nei decenni di sempre la stessa scelta: poche tasse sui consumi, poche sulla proprietà, moderate tasse sui capitali finanziari, smoderate tasse su imprese e lavoro. Nessuno da decenni e decenni, chiacchiere a parte, ha mai davvero voluto o provato a correggere questo legno storto che è il sistema fiscale italiano.