Usa, offerta Repubblicani: “Alzare tetto debito per 6 settimane”. Obama dice no

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 10 Ottobre 2013 18:32 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2013 1:02
Usa, offerta Repubblicani a Obama: "Alzare il tetto del debito per 6 settimane"

Barack Obama (Foto Lapresse)

WASHINGTON – Sei settimane per sforare temporaneamente il tetto del debito: è il ramoscello d’ulivo offerto dai Repubblicani a Barack Obama. Ma il presidente Usa respinto la proposta di sfondamento del debito per 6 settimane avanzata dai repubblicani. Lo ha reso noto il New York Times sul suo account su twitter dopo l’incontro del presidente Usa con Boehner.

‘Dopo una discussione su possibili passi in avanti, non è stata presa alcuna decisione specifica”. Lo scrive la Casa Bianca dopo il vertice. “Il Presidente – si legge nella nota della Casa Bianca – ha avuto un buon incontro con i membri della leadership repubblicana alla Camera questa sera, durato circa un’ora e mezza”. “L’obiettivo del presidente – conclude la nota – resta quello di assicurare che siano pagate le bollette che abbiamo sostenute, riapra il governo e si torni a far crescere l’economia, creare posti di lavoro e rafforzare la classe media”.

La proposta. Una finestra di poco più di un mese in cui il Grand Old Party può tollerare che Washington sfori 16mila 700 miliardi di dollari di debito. La scadenza verrebbe così rimandata al 22 novembre. In cambio, però, il Gop chiede ai democratici “un vero impegno a negoziare”.

Solo così, è la tesi dei Repubblicani esposta dallo speaker John Boehner, si potrà affrontare lo shutdown che, ma questo non lo dicono, sono stati gli stessi Repubblicani a provocare.

Secondo quanto riferisce il quotidiano Politico, il piano proposto dai Repubblicani vieterebbe al Tesoro l’uso di qualunque misura straordinaria per pagare i debiti. Nel frattempo si potrebbero riprendere i colloquio tra le due parti per arrivare ad un accordo sul budget. 

La risposta della Casa Bianca è stata fredda: “Siamo pronti a prendere in considerazione ogni proposta presentata dal Congresso per mettere fine a queste crisi fabbricate ad arte. Ma non permetteremo che una fazione dei repubblicani della Camera tenga in ostaggio l’economia per le sue richieste estremiste, ha detto un funzionario a Politico. Il Congresso deve passare un aumento del tetto del debito e una misura per sbloccare lo shutdown senza condizioni”.

Stessi toni da un altro funzionario sentito dal Wall Street Journal: “Quando i Repubblicani smetteranno di minacciare il default e porranno fine a questo dannoso shutdown il presidente inizierà a negoziare per un’intesa sul bilancio”. Ma intanto Wall Street ha apprezzato: l’indice Dow Jones ha guadagnato l’1,65%, il Nasdaq il 2%, l’S&P l’1,71%.

Washington ha i giorni contati. Se entro il 17 ottobre Repubblicani e Democratici non troveranno un accordo, questo della sospensione temporanea della soglia del debito o un’altra, gli Stati Uniti rischiano il default. E le conseguenze, come ha ribadito il Segretario al Tesoro Jack Lew, non ricadrebbero solo entro i confini americani.