Vaccini, rischio frane e classi affollate: Codacons, 3 class action contro lo Stato

Pubblicato il 15 Gennaio 2010 16:39 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2010 16:39

Carlo Rienzi, presidente del Codacons

Sanità, sicurezza e scuola: sono queste le prime tre azioni collettive che il Codacons ha notificato oggi, 15 gennaio, contro le amministrazioni statali, in concomitanza con l’entrata in vigore della normativa relativa alla Pubblica amministrazione.

Con la prima si chiede il blocco del pagamento dei vaccini contro il virus H1N1, con la seconda di mettere in sicurezza le aree a rischio frana in nove comuni dichiarati a rischio, e con la terza di risarcire le famiglie i cui ragazzi sono costretti a studiare in classi troppo affollate come «pollai».

Infatti l’Ufficiale giudiziario ha notificato le tre diffide, previste dalla legge: a questa azione seguirà dopo 90 giorni il ricorso al Tar del Lazio per la condanna delle amministrazioni ove non ottemperino alla diffida.

Con la prima class action – spiega l’associazione – si chiede al Ministero della Salute, al Ministero dell’Economia e al Direttore Generale della sanità Fabrizio Oleari di risolvere subito il contratto con le industrie farmaceutiche relativo alla fornitura di vaccini contro l’Influenza A per il nostro paese.

L’azione mira a far ottenere agli utenti del Ssn (oltre 60 milioni di cittadini) i soldi già pagati dall’Italia per l’acquisto di 24 milioni di dosi del vaccino. Sono soldi che rappresentano una spreco immane vista la scarsa adesione alla vaccinazione e l’allarme legato al virus H1N1 che fin dall’origine, non sussistendo i presupposti di una «pandemia» come definita dall’Oms, era del tutto infondato ed esagerato.

Il risarcimento è pari ai 186 milioni di euro spesi per l’acquisto dei vaccini inutilizzati e corrispondente alla somma della frazione di spettanza per ciascuno degli iscritti al Ssn (fonte Istat: 60.067.070 persone) dell’importo di 3 euro circa. Inoltre ci sarà un risarcimento «simbolico» di 50 euro per ogni iscritto, per un totale di oltre 9,3 miliardi di euro.

Con la seconda class action si chiede al responsabile del Dipartimento della Protezione Civile, ai sindaci, alle Province e alle Regioni interessate di mettere in sicurezza, entro 90 giorni, alcune zone a rischio frana già individuate dalle pubbliche autorità (Roccaraso, Noli, Civitanova del Sannio, Erice, AciCastello, Santa Marinella, Mandatorriccio, San Lorenzo Maggiore, Gavazzana): inoltre si chiede un risarcimento in favore degli abitanti di questi comuni a rischio, per i pericoli corsi ancora oggi a causa del dissesto del proprio territorio.

La misura del risarcimento stimata dal Codacons è pari a 100.000 euro a famiglia, e i cittadini interessati sono oltre 75.000, per un totale di circa 7,5 miliardi di euro, oltre ai costi sostenuti per «mettere in sicurezza» da soli la propria casa.

Con la terza azione collettiva si chiederà – sempre decorsi i 90 giorni dalla diffida – al Tar del Lazio di ordinare al Ministero della Pubblica istruzione e ai 20 direttori scolastici regionali di rispettare il limite previsto dalle leggi vigenti di 25 alunni per aula.

I genitori degli studenti costretti a fare lezioni in classi sovraffollate e dove il numero di alunni supera le 25 unità, così come i docenti, possono aderire alla class action e chiedere un risarcimento che il Codacons stima in 250 euro a studente.

Nel ricorso si chiede la restituzione alle famiglie di una parte della tassa scolastica pagata in proporzione al minore spazio a disposizione di ciascun alunno: la richiesta riguarda inoltre il danno connesso al rischio per la sicurezza e la diminuzione del servizio istruzione reso ridicolo da classi “pollaio” di 35-40 alunni a causa dei tagli agli organici del personale docente.