Rom contro Salvini: si mobilitano in tutta Europa e denunciano aggressioni razziste

di Francesca Cavaliere
Pubblicato il 13 agosto 2018 10:58 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2018 10:58
Rom contro Matteo Salvini: si mobilitano in tutta Europa e denunciano aggressioni razziste

Rom contro Salvini: si mobilitano in tutta Europa e denunciano aggressioni razziste (foto d’archivio Ansa)

ROMA – I Rom si mobilitano in Europa contro Salvini, Orban e il razzismo. Ma loro cosa  fanno per disperdere le maldicenze? Un articolo uscito su Le Monde il 10 agosto sul web prende lo spunto da quando a giugno il ministro dell’Interno Matteo Salvini, come cita il corriere.it  aveva parlato a Telelombardia di «una ricognizione sui Rom in Italia per vedere chi, come, quanti», ossia «rifacendo quello che fu definito il censimento, facciamo un’anagrafe» [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Le sue parole avevano scatenato talmente tante e disparate reazioni che nel giro di poche ore lo stesso Salvini aveva precisato, come riporta ancora il corriere.it : «Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno, nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza. Vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei».

Sono passati alcuni mesi dalla “proposta” di Salvini, ma l’eco si sente ancora ed è stata sentita ad ampio raggio. Il giornale francese Le Monde ha dedicato un articolo alla mobilitazione europea dei Rom per denunciare il razzismo e alla manifestazione di giovedì 9 agosto davanti al Ministero degli Affari Esteri ungherese, accusato di tacere sugli attacchi di cui sono oggetto i Rom di origine ungherese.

Sembra che le dichiarazioni di Salvini abbiano provocato delle reazioni tra i Rom che hanno criticato la politica del Governo italiano e le parole del nostro Ministro. Come riporta Le Monde , secondo il manifestante Bela Racz  “se la rabbia dei Rom si esprime ora, è perché la provocazione del leader italiano avviene in un contesto di regressione generale, di cui i rappresentanti eletti di destra non sono i soli responsabili”.

Ecco l’articolo apparso sul quotidiano Le Monde dal titolo:

I Rom si mobilitano in tutta Europa per denunciare il razzismo.I manifestanti criticano la politica del governo italiano e deplorano le aggressioni” di  Blaise Gauquelin ( Budapest, inviato speciale)

(Traduzione di Francesca Cavaliere)

Ogni notte, Bela Racz  ha di nuovo lo stesso incubo. Mentre sua moglie e i suoi figli dormono tranquillamente, qualcuno mette fuoco alla casa di famiglia. “Per noi, i Rom, è una paura che risale a mille anni fa, mormora questo ungherese. E l’attualità ci mostra che non è senza fondamento.”  Bela Racz è all’iniziativa di una manifestazione organizzata giovedì 9 agosto a Budapest, davanti al Ministero degli Affari Esteri ungherese accusato di tacere sugli attacchi di cui sono oggetto i Rom di origine ungherese all’estero. Ventitré associazioni si sono unite all’iniziativa, e nonostante l’ondata di caldo, un centinaio di persone sono venute a sostenere le vittime a partire dalle ultime violenze a oggi. Il 23 giugno, gli ultranazionalisti hanno attaccato un campo rom nell’Ucraina occidentale. Hanno ucciso una persona e ferito diversi altri, tra cui un bambino. “Una scuola materna è stata data alle fiamme, una famiglia ha perso anche la casa ed è rimasta, fino ad oggi, senza alcun aiuto dalle autorità”, dice Istvan Vavrek, un altro rappresentante rom che vive in Slovacchia, in una regione governata  fino all’anno scorso da un neo-nazista che moltiplicava gli incitamenti all’odio contro gli “zingari criminali”.

“Non vogliamo più che la gente muoia nell’indifferenza dei leader politici” (ERNÒ KADET attivista dell’associazione Rom Sajtokiizpönt)

A margine delle tradizionali commemorazioni del genocidio dei Rom da parte dei nazisti, il 2 agosto sono state preparate dimostrazioni coordinate in nove paesi europei. “In Bulgaria e Romania, siamo riusciti a mobilitare più di mille persone, gioisce Ernò Kadet, attivista dell’associazione Rom Sajtokiizpönt . Non vogliamo più che la gente muoia nell’indifferenza dei dirigenti politici. E vogliamo dimostrare la nostra determinazione di fronte alle proposte su di noi da parte di Matteo Salvini”.

Il ministro degli Interni italiano, che è anche vice primo ministro, è l’altro obiettivo dei manifestanti. Il 18 giugno, il presidente della Lega (di estrema destra) ha proposto un censimento nazionale della comunità rom, per facilitare le espulsioni di persone in una situazione irregolare. Anche Matteo Salvini ha colto l’occasione per dire che si è rammaricato che il suo paese debba “sfortunatamente”  tenere i Rom di nazionalità italiana. “Vogliamo comportarci come in passato ed è nostra responsabilità non lasciare che il fascismo invada di nuovo l’Europa”, afferma Bela Racz. Secondo lui, se la rabbia dei Rom si esprime ora, è perché la provocazione del leader italiano avviene in un contesto di regressione generale, di cui i rappresentanti eletti di destra non sono i soli responsabili. Nella campagna per la sua rielezione a marzo, il primo ministro ungherese conservatore Viktor Orban ha paragonato i Rom ai migranti stimandoli un cattivo esempio di integrazione. Questa osservazione suggerisce che, ai suoi occhi, i Rom non sono “veri” ungheresi. Il suo capo di gabinetto, Janos Lazar, ha anche dichiarato che “gli ungheresi non erano stati in grado di integrare” i Rom, con i quali vivono “da seicento anni “.

“Una rete transnazionale”.

Nel  mese di gennaio il governo slovacco ha presentato un piano di lotta per combattere la “criminalità dei rom”. Puro “razzismo istituzionale” proveniente da un ministero tenuto da un partito socialdemocratico (SMER-SD), secondo il Centro europeo per i diritti dei Rom. Questo programma di stigmatizzazione è stato rivelato alla stampa davanti a un campo rom vicino a una città nell’Est del Paese. La Slovacchia intende anche istituire un registro dei reati commessi specificamente all’interno di questa comunità, che sembra contrario ai regolamenti comunitari. “Ma questa legge non passerà: piegheremo il governo”, assicura un partecipante alla manifestazione ungherese.

Lui vuole rimanere anonimo, perché rappresenta la comunità Rom nelle autorità dipendenti dal governo  a Budapest, ma si rallegra: “E’ cosa piuttosto nuova vedere Rom sfilare in tutta Europa contro il razzismo. Stiamo costruendo una vera rete transnazionale.” Gli attacchi saranno d’ora in avanti registrati meticolosamente su Facebook. “Le informazioni provenienti dall’altra parte del continente arrivano nei villaggi più remoti”, spiega Bela Racz. Sia che le persecuzioni avvengano in Italia, Ucraina o Ungheria, stiamo reagendo in maniera sempre più raggruppata. Stiamo assistendo a una mutualizzazione delle nostre lotte e ciò è molto positivo”. “Inoltre, per chiudere l’evento, un’orchestra di musica tradizionale ha certamente offerto al pubblico alcuni classici del repertorio locale, come Le rose rosse o Le montagne di Csitar. Ma ha anche interpretato Djelem, djelem: l’inno dei Rom di tutto il mondo.