Germania: guardia neonazi calpesta rifugiato in manette. La foto diventa un caso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 ottobre 2014 7:01 | Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2014 21:33

BURBACH, NORD RENO-WESTFALIA, GERMANIA – La foto ricorda quelle di Abu Ghraib, ma siamo a Burbach, Nord Reno-Westfalia, Germania: un uomo in divisa nera calpesta la faccia di una persona ammanettata e stesa a terra. Il calpestante è una guardia privata, con un passato neonazista. Il calpestato è una delle centinaia di migliaia di richiedenti asilo con cui anche la Germania fatica parecchio a fare i conti. Nessuno è perfetto, neanche i tedeschi

Perché questa foto è diventata un caso, ha fatto molto rumore, in un Paese che sembra essersi accorto all’improvviso di come vengano trattati (male) i richiedenti asilo nei centri d’accoglienza dati in gestione a compagnie private.

Perché l’immagine dell’ammanettato calpestato a Burbach è la punta di un iceberg di due fenomeni strettamente collegati fra di loro: 1) sevizie e maltrattamenti ai danni dei profughi. 2) Un incontrollato afflusso di neonazisti nelle file delle guardie private che operano nei centri d’accoglienza.

Il ministro dell’Interno Thomas de Maizière si è subito recato in un centro d’accoglienza a Monaco ed ha definito l’episodio di Burbach “Sconcertante e deprimente”. Ralf Jäger, il ministro dell’Interno dello Stato del Nord Reno-Westfalia, ha messo su velocemente una task force e ha annunciato un piano perché le forze dell’ordine facciano i controlli su tutte le guardie private che saranno assunte in futuro nei centri d’accoglienza.

Una reazione tardiva, a parere dello Spiegel. Fino al 2010, la Germania accoglieva solo poche decine di migliaia di profughi all’anno. Il governo aveva messo un tetto ai centri di accoglienza, per risparmiare. E sempre per risparmiare, gran parte della gestione dei centri è stata appaltata ai privati. Pochi fondi, pochi posti disponibili, poco controllo sugli appaltanti. Ma nel frattempo il flusso di rifugiati è aumentato, nell’ordine di centinaia di migliaia all’anno (nel solo 2014 saranno 200.000 i nuovi ingressi). L’eccezione alla regola è diventata la regola: questo è il problema sistemico al quale la Germania sta cercando in fretta di riparare.

Ad Hoyerswerda, una guardia privata è attualmente indagata con l’accusa di aver spaccato una vertebra lombare di un tunisino, ospite del centro di accoglienza. A Monaco, i richiedenti asilo provenienti dalla Somalia e Iraq si sono lamentati del personale di sicurezza che li chiama “scimmie” e “negri” e che si aggira minacciosamente nelle loro stanze di notte indossando passamontagna. Durante un controllo di routine, le autorità bavaresi hanno scoperto estremisti di destra che lavoravano come guardie.

I migranti/rifugiati/richiedenti asilo sono vittime di una lotteria, dove spesso perdono. Spesso gli capita di essere sistemati in strutture fatiscenti, dalle condizioni igieniche pessime, con guardie arruolate dopo un corso di preparazione di sole 40 ore. Guardie fra i quali abbondano i nostalgici di Hitler, che si sono buttati a pesce nelle maglie larghe del sistema di accoglienza per gli immigrati. Dove i privati non vogliono “sprecare” euro per rendere le strutture meno indecenti e per selezionare il personale. E dove lo Stato non ha i soldi per controllare i privati.

Più fondi, più posti per i migranti/rifugiati/richiedenti asilo, più filtro anti-neonazi: vasto programma.

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