Grecia, in piazza contro i tagli decisi dal governo: scontri ad Atene

Pubblicato il 26 settembre 2012 15:53 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2012 16:09

ATENE (GRECIA) – Tensione la mattina del 26 settembre nella centralissima Piazza di Syntagma di Atene, in Grecia. Qui, un gruppo di manifestanti ha iniziato a gettare bombe molotov contro i poliziotti, che hanno risposto facendo uso di lacrimogeni. Gli incidenti sono proseguiti anche nelle vie intorno alla piazza, con giovani incappucciati che hanno distrutto diverse vetrine di negozi.

Prima degli scontri, in piazza ad Atene c’erano circa 50mila persone. La marcia fino al Parlamento si era conclusa  senza incidenti: ad organizzarla era stato il Pame, il sindacato vicino al partito comunista.

Cortei anche in tutte le grandi città della Grecia proclamato dai principali sindacati, nel giorno in cui è stato indetto uno sciopero generale di 24 ore che sta paralizzando il Paese, per protesta contro il nuovo piano di austerità che il governo ha varato in collaborazione con i rappresentanti dei creditori internazionali che prevede tagli per 11,5 miliardi di euro per il biennio 2013–2014.   Le indiscrezioni di stampa intanto, fanno sapere che il pacchetto di tagli sarebbe già stato approvato dal premier Antonis Samaras e dovrebbe ora passare al vaglio dei tre leader dei partiti che sostengono il governo.

“Le nuove insopportabili e dolorose misure non devono passare, questa politica è senza sbocco e distrugge lo stato sociale”, ha detto alla stazione radio Real Fm, il Presidente dell’ Adedy, il sindacato che raggruppa i dipendenti statali, Costas Tsikrikas.

Il leader di Syriza, il partito di sinistra radicale greco, i cui rappresentanti stanno partecipando alle manifestazioni, ha duramente attaccato il governo di Antonis Samaras. “Ora – ha detto il leader del partito Tsipras – la parola passa alla società, visto che il governo di coalizione, guidato da Samaras, non è in grado di difendere gli interessi elementari della società greca, e in più ammette e controfirma le inumane misure che portano la società all’olocausto. La Grecia non potrà essere trasformata in un enorme cimitero sociale”.

Aleca Papariga il Segretario Generale del Partito Comunista di Grecia, ha come di consueto attaccato l’Unione europea, responsabile secondo lei delle sofferenze del popolo ellenico. “Il popolo greco – ha detto Papariga – deve capire che una Grecia svincolata dall’ Ue, può garantirsi il benessere sociale ed evitare il peggio”.

(Foto Ap/LaPresse e Epa/Ansa)

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