Tumore al seno, donna pubblica foto su Facebook del suo: “Attenti alle fossette”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Maggio 2015 20:30 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2015 20:30

LONDRA – “Attenti a quelle fossette sotto il seno”. Lisa Royle, una donna inglese di 42 anni, ha pubblicato la foto del suo su Facebook per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tumore al seno. La donna infatti ha scoperto di avere un cancro e ha pubblicato una foto delle fossette, uno dei sintomi, prima che i noduli le fossero asportati. La foto ha ricevuto migliaia di “mi piace” ed è stata condivisa ben 72mila volte, trasformando il social network in un messo di informazione e prevenzione.

Vera Martinella sul Corriere della sera spiega che Lisa ha deciso di usare il “linguaggio dei social media” per attirare l’attenzione sul cancro al seno pubblicando la foto lo scorso 11 maggio:

“Ad oggi, potenza di internet, il messaggio ha ricevuto oltre 46.200 «mi piace», 75 commenti ed è stato condiviso da altre 72mila persone. Un enorme successo, soprattutto se si considera che la foto è assai casta e completamente incentrata su quelle «leggere fossette» sotto il seno che hanno impensierito Lisa e l’hanno spinta giustamente a farsi vedere da un medico. La mamma di Manchester ha raggiunto il suo scopo: informare il più largo numero di persone sui possibili segnali della presenza di un carcinoma mammario”.

Lucia del Mastro, oncologa esperta in senologia, direttore dell’Unità Sviluppo Terapie Innovative al San Martino-Istituto Tumori di Genova e membro del comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi, ha spiegato a Martinella che identificare il tumore non è facile, soprattutto perché le forme iniziali non causano dolore:

“«In genere le forme iniziali di cancro al seno non provocano dolore. Basta fermarsi 5 minuti una volta al mese davanti a uno specchio e guardarsi il seno, facendo autopalpazione alla ricerca di noduli (senza spaventarsi troppo, nella stragrande maggioranza dei casi sono lesioni benigne, come le cisti) e prestando attenzione a qualsiasi variazione del tessuto mammario: un nuovo nodulo sotto l’ascella, un gonfiore del seno o di una sola parte, un’irritazione della pelle del seno o un arrossamento nella zona capezzolo.

E ancora alterazioni del capezzolo (in dentro), perdite da un capezzolo solo (se la perdita è bilaterale il più delle volte la causa è ormonale), cambiamenti della pelle (aspetto a buccia d’arancia localizzato, come nel caso di Lisa Royle) o della forma del seno. In presenza di uno o più di queste «anomalie» non bisogna perdere tempo, andare da un medico che prescriverà gli esami del caso (ecografia, mammografia o risonanza magnetica) e la visita con un senologo»”.

La prevenzione e lo screening mammario dunque sono molto importanti per una diagnosi precoce e le donne dovrebbero fare molta attenzione ai sintomi, poiché come spiega la Del Mastro, prima viene identificato il tumore e maggiori sono le probabilità di guarigione:

“«Ogni anno in Italia sono circa 46mila i nuovi casi di cancro al seno: l’80 per cento riguarda donne con più di 50 anni, ma l’incidenza nelle 30-40enni è in crescita. Se la diagnosi è precoce le probabilità di guarire definitivamente sfiorano il 90 per cento. Quindi è fondamentale che le donne partecipino agli screening gratuiti con mammografia (attivi dai 50 anni in poi).

Mentre per le 40enni molti specialisti concordano sul fatto che il programma di prevenzione (per tempistica dei controlli e tipologia di esame, se ecografia o mammografia eventualmente abbinate a risonanza magnetica) debba essere elaborato «su misura» , tenendo conto dei vari fattori di rischio che ha ogni donna (valutando, ad esempio, i casi precedenti in famiglia, la presenza di mutazioni genetiche, obesità o sovrappeso) o della presenza di fattori “protettivi” (come il numero di figli avuti e a quale età o se sono stati allattati) e valutando anche le caratteristiche anatomiche delle mammelle, molto diverse da donna a donna e nella stessa donna a diverse età».